Qualità dell’aria, capoluoghi calabresi entro i limiti di legge: dati positivi dal rapporto Legambiente

Autore Redazione Web | lun, 09 feb 2026 12:38 | Smog Ambiente Inquinamento

Secondo il dossier, la situazione calabrese appare complessivamente sotto controllo e priva di criticità rilevanti

I capoluoghi di provincia della Calabria rispettano i limiti di legge per la qualità dell’aria, sia per quanto riguarda le polveri sottili PM10 e PM2.5 sia per il biossido di azoto (NO₂). È quanto emerge dal rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, diffuso oggi, che fotografa lo stato dell’inquinamento atmosferico nei principali centri urbani italiani.

Secondo il dossier, la situazione calabrese appare complessivamente sotto controllo e priva di criticità rilevanti, soprattutto se confrontata con altre aree del Paese dove le concentrazioni di inquinanti continuano a rappresentare un rischio concreto per la salute dei cittadini.

Dal rapporto arriva però anche un richiamo al Governo affinché non vengano indebolite le politiche ambientali. Legambiente chiede infatti di rafforzare gli interventi sulle principali fonti emissive – trasporti, riscaldamento domestico, industria, agricoltura e allevamenti intensivi – garantendo risorse adeguate, in particolare nei territori più esposti come il bacino padano, dove i recenti tagli ai fondi rischiano di compromettere i risultati raggiunti e di allontanare gli obiettivi fissati per il 2030.

«Il nuovo rapporto Mal’Aria ci consegna due notizie positive – commenta Anna Parretta, presidente regionale di Legambiente –. Da un lato sono tornati disponibili in Calabria i dati ufficiali di Arpacal, fermi a giugno 2022, sanando una situazione che avevamo definito molto preoccupante per la mancanza di trasparenza sul funzionamento delle centraline di monitoraggio. Dall’altro lato, soprattutto, la qualità dell’aria nei capoluoghi calabresi non presenta criticità importanti».

Parretta invita tuttavia a non abbassare la guardia, soprattutto alla luce della nuova normativa europea sulla qualità dell’aria (Direttiva UE 2024/2881), che introduce limiti più stringenti a partire dal 2030. «Con le nuove soglie – sottolinea – si profilano possibili sforamenti anche in alcune città calabresi, in particolare per le polveri sottili PM10. Senza dimenticare che le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, con orizzonte 2050, sono ancora più severe».

La qualità dell’aria, conclude Legambiente, resta un patrimonio da tutelare con politiche strutturali e continuità negli interventi, con l’obiettivo prioritario di proteggere la salute delle persone e gli ecosistemi.


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