A tu per tu con il play della squadra cestistica reggina
Un play volitivo e carico d’energia. La Dierre riparte
dal fosforo di Gaetano Romeo. Velocità, sagacia, esperienza e tanta
voglia di vincere. Ecco le sue impressioni.
Come mai la Dierre, da dove nasce il tuo cambio di canotta a
Reggio Calabria?
“La scelta è dettata principalmente dal mio percorso
professionale che, almeno per quest'anno, mi terrà da queste parti. Ma anche
dal fatto che potrò ritornare a giocare al Palalumaka, impianto a me molto
caro, e che l'anno scorso si è dimostrato un fattore importante durante le
partite. Infine ritroverei con grande piacere Capitan Luca Laganà, Andrea
Ripepi e Simone Surfaro, che prima di essere bravi giocatori sono compagni di
squadra con i quali poter passare dei bei momenti fuori e dentro al campo.”
Che campionato ti aspetti? Un’opinione sulle avversarie?
“Sarà un campionato abbastanza tosto, composto da squadre che
si stanno strutturando bene per cercare di ottenere il massimo da questa annata
sportiva. Ci saranno molti giocatori interessanti, anche giovani, che l'anno
scorso hanno ben figurato nella vecchia C Silver e non solo”.
Un’opinione sul Coach, Sergio Sant’Ambrogio?
“Ancora non ho avuto modo di conoscere cestisticamente il
Coach, se non personalmente per via dell'amicizia con il figlio Francesco, e
credo che possa dare un buon apporto dal punto di vista caratteriale alla
squadra”.
Ritroverai, tra gli altri già citati, anche il play Fabio Fazzari.
Che ne pensi del nuovo roster che coordinerai dalla “cabina di regia” ?
“Sarà un roster competitivo, che potrà dare delle
soddisfazioni. Personalmente conosco bene il modo di giocare di Luca Laganà, di
Andrea e di Simone (Ripepi e Surfaro ndr), come anche le movenze di Fabio
Fazzari, e spero di poter interagire bene con gli altri nuovi arrivi. Mi piace
tanto mettere i compagni nelle migliori condizioni possibili, e soprattutto
dare un ottimo apporto difensivo alla squadra, potendo anche correre in
contropiede per divertire e divertirci assieme”.
Momento clou: cambiamenti a go go, tra riforma dello sport e
dei campionati. Che ne pensi?
“L'anno scorso è stato un anno di transizione e molti hanno
approfittato di questa possibilità per ritrovarsi quest'anno in una condizione
migliore.
Nonostante questo, sono comunque dell'idea che bisogna dare
spazio ai giovani, non soltanto nei campionati senior, ma partendo dalle
attività giovanili.
Ricordo che la Federazione investiva sulle attività giovanili
finanziando delle belle iniziative come il circuito PSG, caratterizzato da un
insieme di tornei giovanili sparsi lungo tutta la nazione che si disputava alla
fine dei campionati giovanili, per dare continuità alle attività giovanili
durante la stagione estiva, dando anche la possibilità di fare esperienze in
prestito ad altre società.
L'ottima notizia è che il governo sta dando continuità e
supporto all'attività motoria all'interno delle scuole primarie estendendo la
materia alle classi quarte, grazie al concorso a cattedra. I bambini hanno
bisogno di crescere e conoscere l'attività motoria/fisica, non solo in pratica
ma anche in teoria, per poterla utilizzare nel modo migliore possibile quando,
un domani, i nostri studenti potranno diventare dei possibili atleti”.
Il tuo sogno legato alla nuova stagione?
“Personalmente spero di poter lavorare in piena tranquillità
e serenità, venendo fuori da un anno abbastanza sfortunato. Mi auguro di poter
essere un buon compagno di squadra e di poter rendere al massimo delle mie
possibilità per dare il giusto apporto alla squadra ripagare la fiducia che la
società mi ha dato. In bocca al lupo a tutti per l'inizio della stagione,
sperando di vedere il PalaLumaka sempre rumoroso e festante!”