Amaranto ko in casa contro l'Acireale
Una partita da vincere, e invece la Reggina esce dal “Granillo” con una sconfitta che pesa come un macigno. Gli amaranto hanno dominato il possesso, creato occasioni, ma hanno mostrato un’incapacità imbarazzante di concretizzare. Primo tempo all’insegna del pressing e del possesso palla: corner, tiri da fuori, calci piazzati, ma la precisione sotto porta è stata pressoché nulla, e l’Acireale, ordinata e attenta, ha retto senza troppi patemi.
Nel secondo tempo la situazione peggiora. I cambi non portano lo sprint sperato, il ritmo cala e la squadra cade nel gioco degli avversari. Gli episodi chiave non mancano: Macrì sfiora il gol con un doppio intervento miracoloso di Negri, Ragusa a tu per tu con il portiere non trova la rete, mentre Palumbo e Fofana, entrati a partita in corso, non riescono a dare la scossa decisiva.
All’81’ arriva il colpo del ko: Kean approfitta di un errore difensivo clamoroso e trafigge Lagonigro, tra i fischi di un pubblico che a fine partita non trattiene la frustrazione, urlando “fuori, fuori”. Una reazione che fotografa lo sconcerto dei tifosi davanti a una Reggina incapace di trasformare in punti quanto creato sul campo.
Il verdetto è chiaro: le partite si vincono sul rettangolo di gioco, non in conferenza stampa. Eppure, mister Torrisi, nonostante il suo show mediatico, non riesce a correggere in campo errori che pagano i tifosi e la squadra. Questa sconfitta non è solo un episodio: è una grande occasione persa, con le dirette concorrenti che ora approfittano di un passo falso che gli amaranto non potevano permettersi.
Mercoledì c’è già un’altra partita da recuperare contro l’Igea Virtus Barcellona, ma la sensazione è che la Reggina debba cambiare subito atteggiamento. La concretezza, la determinazione e la lucidità sotto porta non si discutono: o arrivano in campo, o queste sconfitte rischiano di lasciare segni profondi in classifica e nello spirito della squadra.
Una giornata da dimenticare, per un pubblico che ama la Reggina e non merita prestazioni come quella di oggi: serve responsabilità, serve gioco, e soprattutto servono risultati sul campo.