Reggio Calabria onora il ricordo di Simonetta Avalle che brilla sulle finali della Coppa Calabria

Autore Redazione Web | mer, 18 mar 2026 17:39 | Simonetta-Avalle Gianni-Avalle Amarcord Volley Coppa-Calabria Reggio Calabria

A riportare alla luce i momenti più cari è stato il fratello Gianni Avalle, presente all'evento

di Giovanni Mafrici - Un weekend di sport e memoria. In occasione delle finali regionali della Coppa Calabria di serie C Femminile by Sensation, intitolate "Memorial Sergio Sorrenti", è risuonato forte l'eco di un passato glorioso della pallavolo reggina. Al centro dell'omaggio, la figura di Simonetta Avalle, indimenticabile allenatrice scomparsa, che ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama sportivo locale e nazionale.

A riportare alla luce i ricordi più cari è stato il fratello Gianni Avalle, presente all'evento e visibilmente emozionato nell'evocare la figura della sorella, mister di talento che ha calcato anche i prestigiosi palcoscenici della Serie A, allenando e valorizzando le più forti giocatrici del mondo. Un tuffo nel passato reso ancora più suggestivo dalla location: la città dello Stretto, con il suo Palazzo dello Sport, il Palacalafiore, allora Pentimele, testimone silenzioso di imprese epiche.

"È stato un piacere ritrovarci a Reggio Calabria", ha esordito Gianni Avalle. "A distanza di qualche chilometro c'è lo Scatolone. Sono passati tantissimi anni e anche il collega Franco Pellicanò ricordava una sfida memorabile in cui Simonetta ebbe un ruolo importantissimo".

Un tuffo nei ricordi che riporta agli albori della carriera di Simonetta Avalle, quando, giovanissima, iniziava a scrivere la sua leggenda. "Quanti anni sono passati? Tanti. È stato il secondo titolo italiano vinto da Simonetta, nel '74 , con la categoria Allieve", ha proseguito Avalle. "All'epoca si chiamava “Allieve”, in pratica un Under 15. Le finali nazionali erano su sei squadre, non come adesso che sono venti. Si arrivava lì dopo aver superato le fasi interregionali. La finale, se non ricordo male, fu contro la Barbetti Perugia, una squadra che vantava giocatrici delle nazionali giovanili, come del resto ne aveva Simonetta nella sua squadra. Fu una bella manifestazione per una società come la Tor Sapienza, che all'epoca militava in Serie C (quando i campionati erano solo A, B e C) e che quell'anno centrò la promozione in B e vinse il secondo titolo italiano consecutivo."

Ma il pensiero di Gianni Avalle ha saputo intelligentemente intrecciare il ricordo del passato con l'entusiasmo del presente, rappresentato dalla Domotek Reggio Calabria, reduce dalla vittoria della Coppa Italia di categoria. “Oggi siamo nella casa della Domotek, reduce dalla vittoria della Coppa Italia. Qui c'è un fermento incredibile, è tornata la “volleymania”. C'è molta passione creata dalla Domotek con questi risultati, che ricordano ciò che è successo qualche anno fa con la maschile del Callipo a Vibo. Speriamo dia le stesse grandi soddisfazioni a lui e a tutta la Calabria. Ce lo auguriamo".

E se oggi il nome della Domotek è sulla bocca di tutti, il ricordo dei fasti della Medinex e di altre realtà storiche rimane indelebile. In particolare, la straordinaria capacità di Simonetta Avalle di scoprire e lanciare giovani talenti. "Erano metà degli anni '80, una pallavolo diversa con il cambio palla, ma di livelli altissimi. Simonetta ha sempre avuto nel suo DNA quello di vedere i talenti e valorizzarli subito. Qui a Reggio Calabria, con la Medinex, lanciò Simona Gioli a 17 anni, facendola debuttare in Serie A. Poi divenne titolare inamovibile e colonna della nazionale. Lo stesso fece a Napoli con la Del Core, e non solo - ha ricordato con orgoglio Gianni Avallé.  "Oggi c'è un ricordo doverosissimo per Simonetta, ha concluso Gianni Avallé con un sorriso carico di speranza e determinazione.

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