Reggina, ad Acireale per ritrovare dignità

Autore Antonio Spina | sab, 08 nov 2025 12:14 | Reggina Campionato Calcio

Dopo l’addio di Montalto, la gara dell'Aci e Galatea arriva come un bivio da non fallire 


C’è un momento, nelle stagioni difficili, in cui non si gioca più per la classifica ma per la dignità. La Reggina ci è arrivata. La trasferta di Acireale arriva come un bivio, o forse come una resa dei conti interiore: una squadra allo sbando, una società chiusa nel silenzio, una tifoseria che continua ad amare ma non riesce più a capire.

Una squadra senza volto

Sul campo, la Reggina appare smarrita, confusa, senza un’identità riconoscibile. I risultati parlano chiaro, ma ancora più pesante è la sensazione di vuoto che circonda tutto ciò che ruota attorno ai colori amaranto. Non si percepisce una direzione, un progetto, una voce che provi almeno a spiegare cosa stia accadendo.

L’addio di Montalto

La sua uscita di scena seguita da un comunicato sterile, avvolta da un silenzio che sa di indifferenza, non fa altro che aumentare dubbi e perplessità. Un addio quasi annunciato come se tutto fosse ormai destinato a spegnersi nell’apatia generale. 

Il silenzio della socie

E qui sta il punto. Il silenzio della società è diventato insopportabile. Non parlare può essere una strategia, ma quando il silenzio diventa abitudine si trasforma in distanza, in abbandono. I tifosi non chiedono miracoli, chiedono verità. Chiedono rispetto. Chiedono qualcuno che abbia il coraggio di metterci la faccia e dire, semplicemente, dove sta andando la Reggina.

Ad Acireale serve orgoglio

Adesso resta solo il campo. Ad Acireale servirà orgoglio, quel minimo indispensabile per non perdere anche l’anima. Perché la Reggina è un pezzo di identità collettiva, un simbolo che non può essere lasciato scivolare nel silenzio e nella rassegnazione.

La dignità, quando tutto sembra perduto, è l’ultimo baluardo da difendere. Ed è proprio da lì che la Reggina deve ripartire — se davvero vuole ancora chiamarsi tale.

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