Il tecnico catanese raccoglie l'eredità di Trocini in un momento delicato per gli amaranto
“I pescatori sanno che il mare è pericoloso e le tempeste terribili, ma non hanno mai considerato quei pericoli ragione sufficienti per rimanere a terra”
Con queste parole, pubblicate sui social, Alfio Torrisi, classe 1982, ha accompagnato il suo arrivo sulla panchina della Reggina, in uno dei momenti più difficili della stagione amaranto.
Originario di Catania e con un'importante esperienza maturata nel calcio siciliano, Torrisi è chiamato a dare una scossa a una squadra in crisi dopo la sconfitta con la Vigor Lamezia, che ha portato all'esonero di Bruno Trocini. Una scelta dolorosa, quella del club, che ha individuato nel tecnico calabrese il capro espiatorio di una situazione ormai sfuggita di mano sotto molti punti di vista.
Ora tocca a Torrisi provare a ricompattare l'ambiente ea ripristinare entusiasmo a una piazza che non ha mai smesso di amare i propri colori.
Coraggio, lavoro e identità: queste le sue prime parole non dette, ma scritte, come manifesto di un allenatore che non teme le tempeste, ma sceglie di affrontarle.
La Reggina riparte da lui, da un uomo che del calcio ne ha fatto la sua più grande passione, pronto a rimettere la prua verso la rinascita amaranto.
Foto Serie D24