Ora, oltre al posto di Trocini, salta anche una delle ultime basi su cui la Reggina sembrava ancora poggiare
Non è solo una panchina che salta, ma l’ennesimo segnale di un progetto che sembra essersi smarrito per strada. La Reggina ha ufficializzato l’esonero di Bruno Trocini, ma la sensazione è che le responsabilità di questa caduta libera vadano ben oltre il nome dell’allenatore.
Fino a dieci giorni fa, dopo la sconfitta contro il Messina, la società aveva pubblicamente confermato la fiducia al tecnico, puntando il dito, senza troppi giri di parole, contro i calciatori, accusati di scarso impegno e personalità. Poi, nel giro di pochi giorni, tutto è cambiato. La disfatta con la Vigor Lamezia ha chiuso il cerchio: a fine primo tempo, il patron ha lasciato lo stadio tra cori e contestazioni, con i tifosi che chiedevano apertamente la cessione del club.
A pagare, come spesso accade, è l’allenatore. Anche se, a leggere tra le righe, non è escluso che sia stato lo stesso Trocini a fare un passo indietro, consapevole di aver perso la bussola di uno spogliatoio ormai in apnea. Un finale amaro per un tecnico che solo pochi mesi fa era stato osannato per aver riportato la Reggina a un solo punto dalla Serie C, dopo essere stato prima esonerato in favore di Pergolizzi e poi richiamato nel momento del bisogno.
Il suo ritorno era stato accolto come un segno di continuità e identità. Ma quella stessa identità oggi sembra essersi dissolta tra incertezze e scelte poco lucide. Perché se è vero che i risultati hanno tradito le aspettative, è altrettanto evidente che la mancanza di una reale progettualità societaria ha pesato più di ogni errore tecnico.
Basti pensare ai tanti calciatori lasciati andare in estate, considerati non all’altezza, che oggi stanno trovando spazio e rendimento altrove. Decisioni che, col senno di poi, hanno indebolito una rosa costruita in fretta e con poche certezze.
Ora, oltre al posto di Trocini, salta anche una delle ultime basi su cui la Reggina sembrava ancora poggiare. E resta da capire cosa sarà dei tanti giocatori fortemente voluti proprio da lui. In riva allo Stretto resta un grande punto interrogativo: chi, e soprattutto come, riuscirà a rimettere insieme i pezzi di una squadra che sembra aver perso non solo il suo allenatore, ma anche la propria direzione.