il campione e volto della nazionale di Pallavolo lancia ai giovani il messaggio dello sport come divertimento e passione
di Giovanni Mafrici
“Attraversiamo lo Stretto, ma lo facciamo col sorriso”. Valerio Vermiglio, campione di pallavolo e volto storico della nazionale, chiude a Reggio Calabria il Tour della Schiacciata 2025 con un messaggio chiaro e potente, consegnato ai bambini e alle famiglie che affollano l’impianto: lo sport deve essere, prima di tutto, divertimento puro.
“Siamo qui per questi bambini, con la speranza di regalare un pomeriggio impattante in una città importante. È bello poter girare l'Italia con questo villaggio e mettersi a disposizione di qualsiasi territorio voglia accogliere il nostro messaggio: la pallavolo è sociale, è inclusiva, ti stimola a migliorarti. È un ‘lavoro’ che non è un lavoro, è gioco e divertimento”, afferma Vermiglio, guardando la platea di giovani aspiranti atleti.
Anche l’imprevisto, come il maltempo che ha indebolito la kermesse, diventa un’occasione per insegnare una lezione sportiva. “Noi siamo sportivi vincenti, come la nostra federazione. Troviamo soluzioni, ci adattiamo, esattamente come si fa in partita per ribaltarne l'esito. I risultati sono splendidi perché l'obiettivo vero è portare il messaggio e lo sport ai nostri figli, al nostro futuro”.
Per il campione, la strada maestra è una sola: “Nulla accade per caso, si parte sempre dalla base, un principio che purtroppo molti altri sport disconoscono”. In questo senso, plaude alla recente apertura delle palestre scolastiche, “una bellissima novità che tutti aspettavamo, un’esigenza naturale. Ringrazio il mio ex CT Mauro Berruto per aver spinto molto in questa direzione. Questo ci permette di essere una federazione che promuove uno sport divertente, con meno agonismo all’età d'ingresso. Si cresce divertendosi, non pensando a vincere. Sono due cose che arrivano in sequenza, ma bisogna saperle mettere in fila”.
Il racconto di Vermiglio diventa allora autobiografico, per spiegare che non servono strutture perfette per far nascere una passione. “La mia prima palestra? Andai per fare basket al Sant’Elena a Messina. Pioveva, entrammo nel teatro della chiesa dove su una parete c’erano dei buchi. Io tirai la palla nel buco più in alto e dissi: ‘Mamma, so giocare a basket!’. Poi andai a giocare a pallavolo”. La sua formazione, ricorda, è avvenuta all’aperto. “Io giocavo solo sui campi in cemento, il Sant’Elena, il Domenico Savio. Sono arrivato alla Juvara, la palestra di riferimento di Messina, solo a 13 anni. È un bel messaggio: non sempre la palestra fa il giocatore”.
“In realtà ho la mamma di Reggio Calabria e so benissimo quanto e bene si sta lavorando con il progetto Domotek in A3 e delle grandissime cifre di pubblico conquistate, non sono numeri casuali”.
Il consiglio del campione ai genitori e ai ragazzi è semplice e diretto: “Noi siamo creativi, abbiamo fame di gioco. Inventiamoci il modo di mantenere vivo questo divertimento. A quel punto, otterremo il risultato che vogliamo”.
Parlando del momento di ricchezza della pallavolo italiana, reduce da un ciclo di successi internazionali, Vermiglio ne svela la ragione profonda: “Il risultato come obiettivo viene dopo. In promozione, l’S3, l'obiettivo è divertirsi insegnando gli strumenti tecnici. Poi, crescendo, si impara a costruire un obiettivo da raggiungere a piccoli step. Partendo dal divertimento si arriva a essere nazionali vincenti già dalle giovanili”.
Un approccio sistematico, supportato da progetti come il Club Italia – “che ha fatto la differenza” – e da una federazione che “è sempre avanti nella trasformazione degli strumenti di promozione e di crescita”. Il tutto, sorretto da valori semplici e puliti. “Chi è pallavolista impara a mettersi in discussione senza crollare davanti a una sconfitta, non la considera un fallimento ma un risultato da cui ripartire per costruire”.
Con la tappa di Reggio Calabria, il Tour della Schiacciata 2025 si chiude ufficialmente, lasciando il testimone a un’edizione che ha nuovamente dimostrato come il Volley S3 sia molto più di un’attività sportiva: è un progetto di energia contagiosa che continua ad attraversare l’Italia