Gattuso: “Andrei a piedi a Reggio Calabria o a Cosenza, ma in certi stadi non si può giocare”

Autore Giorgia Rieto | mar, 14 ott 2025 17:20 | Gattuso Italia Stadi

Il ct della Nazionale riaccende il dibattito sulla disparità tra Nord e Sud negli impianti sportivi italiani


Le parole di Rino Gattuso, a poche ore dalla sfida tra Italia e Israele, non sono solo quelle di un commissario tecnico concentrato sul campo, ma di un uomo del Sud che non dimentica le sue radici. Intervenendo ai microfoni di Rai Radio 1, il ct azzurro ha parlato con la consueta schiettezza anche di un tema spesso ignorato ma cruciale per il calcio italiano: quello degli stadi.

“La disparità tra Nord e Sud? A tavola parliamo di queste cose qui. In stadi come Palermo, Napoli, Bari e Lecce c'è un problema di licenze. Andrei a giocare a piedi a Reggio Calabria o a Cosenza, ma sono tutti stadi in cui certi tipi di partite non possono essere giocate”, ha detto Gattuso, con la sincerità che da sempre lo contraddistingue.

Un messaggio chiaro, che suona come un monito ma anche come un atto d’amore verso il Mezzogiorno calcistico. Perché dietro quelle parole c’è il rimpianto di un calcio che al Sud vive di passione, di stadi pieni, di tifo autentico, ma che troppo spesso deve fare i conti con strutture vecchie, vincoli burocratici e mancanza di investimenti.

Reggio Calabria, in particolare, torna così simbolicamente al centro del dibattito. Lo stadio “Oreste Granillo”, che ha vissuto stagioni gloriose ai tempi della Serie A, è oggi un impianto che, come molti nel Sud Italia, avrebbe bisogno di un piano serio di ammodernamento per tornare a ospitare grandi eventi sportivi. Le parole di Gattuso suonano come un riconoscimento per una piazza che non ha mai smesso di amare il calcio, ma anche come una denuncia verso un sistema che continua a penalizzare un intero territorio.

Mentre al Nord sorgono nuovi stadi moderni, sostenibili e funzionali, il Sud resta ancorato a strutture datate, spesso escluse dalle competizioni internazionali per mancanza di requisiti tecnici e di sicurezza.

La riflessione di Gattuso, dunque, va oltre il calcio giocato. È una fotografia cruda ma reale di un’Italia ancora divisa in due: quella degli impianti di ultima generazione e quella delle gradinate che cadono a pezzi, ma che continuano a riempirsi di passione.

E se un tecnico come Rino Gattuso dice che “andrebbe a piedi a Reggio Calabria”, è il segno che, al di là dei limiti strutturali, il Sud resta il cuore pulsante di un calcio che vive di emozioni vere.

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