Serve ammettere gli errori, perché questa Reggina non è, almeno per ora, la squadra forte e competitiva che si era voluto raccontare
La Reggina cade anche nel derby. Al “Franco Scoglio” di Messina, nella 7ª giornata del girone I di Serie D, gli amaranto escono sconfitti 1-0 al termine di una gara in cui il Messina ha mostrato più fame, più cuore e più lucidità nei momenti chiave.
Trocini conferma il suo 4-3-3 con Lagonigro tra i pali, Gatto, Blondett, Girasole e Fomete in difesa; a centrocampo Correnti, Mungo e Porcino; in avanti Grillo, Ferraro e Di Grazia. Dall’altra parte, il tecnico Romano si affida a un 3-5-2 con Sorrentino in porta, De Carlo, Trasciani e Clemente dietro; Maisano e Orlando larghi, Garufi, Tesija e Aprile in mezzo; davanti la coppia Roseti-Toure.
Il primo tempo vede un avvio migliore della Reggina, che all’8’ va vicina al gol con un colpo di testa di Girasole, respinto sulla linea da un difensore. Ma al 17’ arriva il vantaggio del Messina: corner perfetto di Tesija e incornata vincente di Roseti che batte Lagonigro. Da quel momento i padroni di casa crescono, mentre gli amaranto si spengono progressivamente. Nel finale di tempo, Porcino ci prova con un tiro di piatto, ma Sorrentino devia in corner salvando il risultato.
Nella ripresa Trocini cambia: dentro Edera, Barillà, Palumbo e Pellicanò per dare una scossa. Ma la Reggina continua a faticare nella costruzione del gioco e nella gestione mentale della partita. Al 78’ la grande occasione per gli amaranto: Ferraro calcia con potenza, il pallone colpisce la traversa, rimbalza sulla linea e termina fuori. Un episodio che riassume la giornata della Reggina: tanta imprecisione e un pizzico di sfortuna.
Nel finale entra anche Zenuni, ma la squadra si accende solo negli ultimi dieci minuti, quando il Messina arretra per difendere il risultato. Dopo sei minuti di recupero, arriva il triplice fischio: il Messina festeggia una vittoria pesante, che va oltre i tre punti, conquistata con grinta e consapevolezza del valore del derby.
Per la Reggina, invece, è una sconfitta che brucia e che pesa, soprattutto per il modo in cui è arrivata. Anche una squadra come il Messina, in una situazione societaria forse più complicata, ha dimostrato di saper mettere in campo tutto ciò che aveva.
Il silenzio stampa, a questo punto, non basta più. Servono parole, ma soprattutto fatti. Serve ammettere gli errori, perché questa Reggina non è, almeno per ora, la squadra forte e competitiva che si era voluto raccontare. E oggi, in uno dei derby più sentiti della stagione, lo ha dimostrato il campo.