La gara che accende le due tifoserie mancava da nove anni
Il derby, le paure, le gioie, le attese spasmodiche. Una partita che può disattendere ogni tipo di pronostico, dove chi parte favorito non costituisce garanzia di successo ed occupare una migliore o peggiore posizione in classifica non conta nulla. Il derby dura 90 minuti, ma di fatto inizia già molto prima e lo si avverte passeggiando tra le vie delle due città, nei bar, nei luoghi di ritrovo abituali delle due tifoserie. E, poi, ci sono le fasi della preparazione della coreografia, tutto rigorosamente top secret, da esporre al momento dell'entrata in campo delle due squadre che dovrà essere a forte impatto cromatico e raffigurativo insieme ai cori e striscioni di sfottò da esporre durante la partita.
ULTIMA SFIDA NOVE ANNI FA
La gara che accende le due sponde dello Stretto mancava da nove anni, Lega Pro 2016-2017. Il match d'andata si giocò al Granillo e la Reggina si mostrò pimpante e concreta: 2-0 per gli amaranto con le reti di Porcino e Oggiano. Al ritorno il Messina, guidato da Cristiano Lucarelli, ebbe la meglio sugli amaranto di Karel Zeman, a segno Bruno e Milinkovic.
I PLAYOUT, IL GOL DI BALISTRERI E L'INCUBO DEL FALLIMENTO
Due stagioni prima ben quattro sfide tra le due squadre, in quel caso molto beffarde perché nella stagione 2014-2015 il Messina vinse gli incontri della stagione regolare, 1-0 in trasferta rete di Orlando, e poker casalingo al ritorno nel 4-1 firmato Bortoli, Orlando, Corona e Ciciretti. Poi, le due squadre si incontrarono ai playout che videro la Reggina imporsi per una rete a zero sia in casa, grazie alla rete di Insigne, che al Franco Scoglio con la rete di Pietro Balistreri e la pazza corsa verso il settore ospiti di Giacomo Tedesco, definendo una gioia tanto bella quanto amara perché poco dopo la squadra non riuscì ad iscriversi al campionato successivo decretando la fine dell'era Foti e la ripartenza dai dilettanti.
L'EPOPEA NELL'OLIMPO DEL CALCIO. LILLO FOTI E PIETRO FRANZA
Vengono, poi, gli anni d'oro della serie A dal 2004 al 2007. Un triennio di sfide passate alla storia tra celebri sfottò, gesto delle orecchie e momenti unici. Da una parte Lillo Foti, dall'altra Pietro Franza e le due formazioni che davano vita ad un derby che durava tutto l'anno infiammando le tifoserie.
I DERBY IN SERIE A. GIOIE E DOLORI
Nel 2004/2005 entrambe le sfide furono appannaggio dei giallorossi con Zampagna e Di Napoli abili a ribaltare l'iniziale vantaggio firmato Bonazzoli. Al Granillo, Cristante e D'Agostino decisero il ritorno contro una scialba Reggina.
30 APRILE 2006. UNA DATA ENTRATA NELLA STORIA
La stagione successiva terminò in parità 1-1 l'andata disputata a Messina, a Di Napoli rispose Cozza che esultò con il gesto delle orecchie davanti ai tifosi messinesi. Il 30 Aprile 2006, è una data che rimarrà impressa nella memoria di tutti i tifosi amaranto. Un 3-0 senza appello in favore degli uomini di Mazzarri, grazie alle reti di Cozza, Amoruso e Bianchi che garantirono il settimo anno consecutivo nella massima serie, costringendo il Messina ad una cocente retrocessione in serie B, consacrata dal grandissimo striscione disteso dalla curva sud.
CALCIOPOLI, DI NUOVO DERBY
Ma, in estate un terremoto chiamato calciopoli riscrisse verdetti e classifica con il Messina riammesso in Serie A e la Reggina con il fardello del -15 (poi ridotto a -11). Alla quarta giornata, le due squadre s'incrociarono al San Filippo, dove la doppietta di Riganò sembrava allontanare gli amaranto dall'impresa titanica di recuperare la pesante penalizzazione. Ma non fu così perché al Granillo, nel match di ritorno, andò in scena il replay di dodici mesi prima e furono ancora le reti di Bianchi e la doppietta di Amoruso a regalare un'altra straordinaria gioia ai propri tifosi condannando, per il secondo anno di fila il Messina alla B e rendendo inutile il penalty di Riganò che come Cozza volle stigmatizzare i tifosi amaranto portandosi le mani alle orecchie.