Nel recupero l’espulsione di Ferraro aumenta il nervosismo e fotografa la serata amaranto
Una serata che doveva essere di festa che si trasforma in un incubo per la Reggina. Al Granillo, davanti a oltre 4 mila spettatori, gli amaranto di Trocini cadono contro la Gelbison nella quarta giornata di Serie D, dimostrando limiti preoccupanti e confermando le difficoltà di questo inizio di stagione.
Primo tempo da dimenticare – L’avvio era stato incoraggiante con Edera subito protagonista, ma al 20’ la Gelbison passa con Viscomi, lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia amaranto. La Reggina avrebbe l’occasione per pareggiare con un rigore procurato da Montalto, ma Edera sbaglia clamorosamente spedendo il pallone in Curva Sud. La squadra si spegne e al 38’ arriva il raddoppio ospite con Piccioni, tra i fischi assordanti del Granillo.
La reazione amaranto – Nella ripresa la Reggina torna in campo con un’altra grinta, spinta da una parte del pubblico, mentre l’altra continua a contestare. Al 48’ Mungo approfitta di una respinta corta del portiere e riapre la gara con il gol dell’1-2. Al 55’ arriva il pareggio: Di Grazia crossa in area, Edera svetta e firma il 2-2, facendo esplodere metà stadio. Il clima resta teso e diviso: contestazione e sostegno si alternano senza sosta.
Beffa finale – Gli ultimi 20 minuti sono un assedio amaranto: Trocini getta nella mischia anche Ferraro per provare a completare la rimonta. Ma al 90’ la doccia gelata: Papaserio sorprende tutti e riporta avanti la Gelbison, gelando il Granillo e ammutolendo i tifosi. Nel recupero l’espulsione di Ferraro aumenta il nervosismo e fotografa la serata amaranto.
Futuro in bilico – Una sconfitta dolorosa che mette a nudo le gravi carenze della squadra: la Reggina non riesce a trovare continuità e mostra una fragilità che pesa come un macigno. La corsa verso i vertici del girone appare, ad oggi, lontana dalla realtà.