Gli amaranto peccano di imprecisione in fase realizzativa e devono accontentarsi del pari
La formazione di Trocini non riesce a capitalizzare le nitide occasioni avute nel corso dei 90 minuti e deve accontentarsi del pareggio al “Luigi Razza” contro la Vibonese. Per chi si aspettava una vittoria sul campo dei rossoblù resta un pizzico di delusione, ma gli amaranto, se vorranno lottare per il vertice della classifica, dovranno cambiare ritmo specialmente in attacco per far valere la migliore qualità.
L'approccio alla gara è di quelli giusti con gli amaranto protesi immediatamente in avanti per portare i primi pericoli ai difensori rossoblù. Il leitmotiv è far girare la sfera sugli esterni cercando di sfruttare gli inserimenti delle mezze ali. E, su questa direzione arrivano i tentativi di Ferraro e Barillà, entrambi di testa che si spengono di poco a lato.
Col trascorrere dei minuti, la Vibonese prende coraggio e costruisce la prima occasione da rete intorno alla mezz'ora, sulla quale Lagonigro si oppone ottimamente al tocco sotto di Balla, imbeccato da Carnevale. Il primo tempo vede una supremazia territoriale della Reggina, ma le due squadre vanno all'intervallo sul risultato di 0-0.
Ad inizio ripresa Lagonigro è costretto a dare forfait dopo i postumi di uno scontro in area al 43' con Musy. Il giovane portiere amaranto ha provato a stringere i denti ma alla fine, come sette giorni fa, è obbligato a lasciare il posto a Boschi. Al 52 'Ferraro sfiora il vantaggio. Il 9 entra in area da posizione angolata, prova il diagonale e pallone di pochissimo a lato.
Trocini passa ad uno schieramento super offensivo col 4-2-4 con Porcino e Laaribi in mezzo al campo, Ragusa e Grillo esterni alti insieme al neo entrato Montalto a fianco di Ferraro, cercando di approfittare del calo fisico dei padroni di casa. Ma, non è dello stesso avviso Ragusa che si divora clamorosamente un gol che sembrava fatto (72'). Nei minuti finali gli amaranto provano a trovare l'imbucata giusta, ma manca la lucidità necessaria e il risultato ad occhiali non cambierà più.
Antonio Spina