È volato al cielo Kim Hughes: una leggenda del basket

Autore Redazione Web | ven, 29 ago 2025 18:45 | Kimhuges

A Reggio, 4.325 punti in cinque stagioni, 17,7 di media e percentuali da record

Di Giovanni Mafrici

È volato al cielo il nostro Kim Hughes. Una leggenda. Il basket nero-arancio si può raccontare ripercorrendo le gesta del Mito: il numero 8 della Cestistica Piero Viola, Kim Hughes. Uno dei giocatori più impattanti e amati della nostra storia.

Un gigante buono (211 cm) di tecnica finissima e fisicità devastante, un centro mancino da altri tempi, uomo squadra ovunque ha giocato. La sua carriera era già un romanzo prima di approdare a Reggio:
45 a scelta del Draft NBA 1974.
6 stagioni nella lega più bella del mondo.
Un titolo ABA conquistato al fianco di Sua Maestà Doctor J.

Poi, nel 1981, arrivò l’Italia, il titolo con Roma, e la storia d’amore con la nostra città. In 5 anni a Reggio e in 8 in Italia totalizzò numeri da Hall of Fame: 4325 punti, 17.7 di media con il pazzesco shooting del 62% da due e l’incredibile 82% da lunetta! Un mostro sacro. Ma Kim non era solo un giocatore. Era un cittadino reggino, innamorato della sua “America” fatta di Via Marina, Bronzi (in compagnia del suo compagno di viaggio Cj Kupec) e Castello Aragonese.

Dopo la carriera da allenatore in NBA (sì, ha guidato i Clippers di CP3 e Blake Griffin), è tornato qui, per contribuire ancora al basket della sua terra prima di fare ritorno in patria. La sua leggenda nero-arancia è nata da una missione impossibile: il Giudice Viola, Mario Monastero e il testardo Benvenuti volarono a Denver per convincere lui, quel talento con le richieste degli Knicks e dei Nuggets in tasca, a scegliere Reggio. E lui scelse la Viola.

Ciao Kim, grazie per tutto, un forte abbraccio alla moglie Christy, ai figli, a tutta la famiglia ed al suo migliore amico Willy...
Riposa in pace, Nostro Grande Campione.

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