La FIGC rompe gli indugi e comunica la notizia dell'ufficialità
La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica di aver conferito l’incarico di Commissario Tecnico della Nazionale italiana a Gennaro Gattuso. L’allenatore calabrese sarà presentato giovedì 19 giugno, alle ore 11, presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma.
Dopo il no di Claudio Ranieri, la trattativa non decollata con Stefano Pioli e la suggestione di un ritorno di Roberto Mancini, Gattuso firma un contratto di un anno con vista al prossimo Mondiale, perché giocarlo o non giocarlo fa tutta la differenza del mondo dopo averne saltati due consecutivi e l'ipotesi di non andare alla rassegna continentale per la terza volta fa già paura e sarebbe una tragedia calcistica immane. Dunque, per "Ringhio" da Corigliano e, quindi, calabrese doc un compito arduo per risollevare le sorti di una Nazionale ai minimi storici.
Ufficialità anticipata dal capo delegazione degli azzurri Gigi Buffon "Aspettiamo...Stiamo lavorando, abbiamo lavorato ed attendiamo gli ultimi dettagli. Con il presidente e tutta la federazione abbiamo avuto giorni abbastanza densi e pieni di momenti di ogni tipo. Credo che alla fine abbiamo fatto la scelta migliore". Il numero uno per antonomasia rompe gli indugi e indirettamente, rispondendo a una domanda, "annuncia" Rino Gattuso nuovo ct della nazionale, sciogliendo le riserve sull'ex campione del mondo come nuovo ct dell'Italia.
"Si riparte da dove si è sempre ripartiti dopo momenti un po' bui. cercando di pungolare noi stessi sul nostro ruolo e su quello che dovremo esercitare sui ragazzi e sugli allenatori. Quello che realmente interessa è evitare di fare figure non da Italia. Vincere è diventato ormai difficile con chiunque ma tra perdere e perdere in una certa maniera c'è differenza. Si può intervenire con alcuni accorgimenti", aggiunge l'ex portiere della Nazionale.
Lo spunto della riflessione parte anche dalla partita vinta dagli azzurrini di Carmine Nunziata. "La sofferenza, se vinci, spesso si trasforma in fiducia ed entusiasmo", spiega Buffon. Prima della partita ai ragazzi "avevo chiesto di dimostrare che si gioca con senso di appartenenza e attaccamento alla maglia - aggiunge - Alcune volte sembra che ci siano alcune squadre messe lì con 11 giocatori che pensano al proprio orticello".