La sua presenza, nei corridoi del Sant’Agata come negli spogliatoi dello stadio Granillo, è sinonimo di famiglia, di casa
Ci sono persone che non hanno bisogno di un riflettore puntato addosso per essere luminose. Che non segnano gol, non salgono sul podio e non indossano la fascia da capitano, ma che ogni giorno, silenziosamente, sono fondamenta solide di una storia, di una squadra, di una città. Una di queste persone è il dottor Pasquale Favasuli, storico medico della Reggina, che oggi spegne un’altra candelina, anche se, a pensarci bene, è lui ad accendere ogni giorno qualcosa nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
Professionista serio e appassionato, Pasquale Favasuli è molto più del “dottore” a bordo campo. È amico, confidente, sostegno emotivo e punto di riferimento per generazioni di calciatori che hanno indossato la maglia amaranto. Con la sua voce pacata e il sorriso rassicurante, è stato spesso il primo volto che i ragazzi cercavano dopo un infortunio, un dolore, una delusione. E lui c’era. Sempre. Senza chiedere nulla in cambio.
La sua presenza, nei corridoi del Sant’Agata come negli spogliatoi dello stadio Granillo, è sinonimo di famiglia, di casa. Lo sanno bene i tanti calciatori che, anche a distanza di anni e di chilometri, lo portano nel cuore. Perché Pasquale non curava solo muscoli e articolazioni, ma leniva paure, ascoltava silenzi e dava forza anche nei momenti più bui.
Oggi, nel giorno del suo compleanno, la Reggina, quella che si vede in campo e quella che pulsa nel cuore della città, si stringe attorno a lui con affetto sincero. Perché Pasquale è un pezzo di storia amaranto. Un uomo che ha saputo restare dietro le quinte con discrezione, ma che ha inciso più di tanti protagonisti sul palcoscenico.
Buon compleanno, dottore. Grazie per ogni parola detta e ogni gesto fatto. Per ogni volta che hai dato più di quanto fosse richiesto. E per essere, ogni giorno, un esempio silenzioso ma potente di cosa significhi amare davvero questi colori.