Il capitano, fermo ai box per un grave infortunio, promette di ritornare in capo al più presto
L’appuntamento clou è per sabato alle ore 16, quando la Futura affronterà il quotato Pescara al Palattinà, gara valevole per un posto in serie A.
Jean Carlos Cividini, capitano della Futura, vive da protagonista questa stagione con un insolito ruolo poichè costretto a guardare dalla tribuna a causa di un grave infortunio, trasformandosi in un vero totem fuori dal campo. "È stata un'annata particolare - racconta - avevo tanta voglia di dare il mio contributo in campo, ma ciò che sto vivendo ora mi dà una carica incredibile per il ritorno".
Pur lontano dal parquet, Cividini è presenza fissa al Palazzetto: "Spesso vengo ad allenamenti e partite, a volte mi siedo in tribuna perché la voglia di giocare è fortissima. Vedere i ragazzi così determinati mi riempie di orgoglio".
La qualificazione ai playoff, conquistata sabato scorso battendo la Ternana, non lo sorprende: "Me l'aspettavo, vedevo l'impegno quotidiano dei miei compagni e dello staff tecnico. Ora possiamo dire la nostra: Pescara è forte, ma in casa nostra lo siamo anche noi”.
Come allenatore della Scuola Calcio Futura insieme a Eriel Pizetta ed Antonio Panutti, Cividini evidenzia i successi: "Due anni fa eravamo solo io e Pannuti a Motta San Giovanni. Ora l'Under 19 è campione regionale ed abbiamo lanciato talenti importanti come Andrea Falcone, richiesto da squadre di Serie A".
Sul nuovo arrivato dalla scuola Calcio Futura in Brasile, il giovane Vitinho, il capitano è entusiasta: "Si è integrato benissimo nonostante la lingua. Ha già segnato e ha margini di crescita enormi".
La sfida di sabato? “La città è in fermento - racconta Cividini - la curva sta preparando alcune sorprese. I nostri tifosi saranno il sesto uomo".
Il suo ringraziamento: “Devo tutto a mia moglie, la mia roccia, e a chi mi è stato vicino nei momenti difficili”.
La prossima intervista?: "Spero dopo un mio gol in campo".
Appuntamento a sabato per il primo atto dei playoff, con Cividini pronto a riprendersi la scena in campo: "Tornerò più forte di prima, come una bomba".