Il presidente Eugenio Guarascio rompe il silenzio con una lunga dichiarazione che ripercorre il cammino rossoblù
Con la sconfitta di La Spezia si è ufficialmente chiuso un ciclo lungo sette anni in Serie B per il Cosenza Calcio. Un’epoca sportiva fatta di sofferenze, salvezze all’ultimo respiro ma anche sogni accarezzati, come lo scorso anno con uno dei migliori piazzamenti della storia rossoblù. Ora, però, è tempo di voltare pagina. E lo fa per primo il presidente Eugenio Guarascio, che con un messaggio rivolto alla città e alla tifoseria ha tracciato un bilancio e annunciato importanti sviluppi futuri.
“La delusione è tanta, inutile nasconderlo – ammette Guarascio – ma è giusto guardare al cammino fatto con lucidità. Abbiamo vissuto stagioni di grande intensità, lottando sempre con orgoglio per difendere la categoria. Anche quest’anno avevamo provato a migliorarci, affidandoci a figure di spessore come il direttore Beppe Ursino, il promettente Gennaro Delvecchio e mister Alvini, tecnico di esperienza e personalità”.
Un progetto costruito con equilibrio, tra giocatori esperti e giovani di proprietà, che nella prima fase del campionato aveva fatto sperare in un esito ben diverso. Poi, però, qualcosa si è rotto.
“Ci assumiamo tutte le responsabilità – continua il presidente – anche per aver subito una penalizzazione che ancora oggi riteniamo ingiusta. Abbiamo fatto tutto il possibile per evitarla e siamo convinti che in futuro non si ripeteranno simili decisioni”.
Ma il focus adesso si sposta sul futuro. E Guarascio non si tira indietro: “La nostra volontà di cedere il club resta immutata, come ribadito più volte anche alla presenza del Sindaco. L’obiettivo è trovare una proprietà solida, capace di garantire un pronto ritorno in Serie B. Ci sono trattative in corso e una, in particolare, potrebbe definirsi a brevissimo”.
Un messaggio chiaro anche alla tifoseria, alle istituzioni e alla stampa: “Il Cosenza non si ferma qui. Ci impegniamo a fornire aggiornamenti costanti. Siamo certi che il nostro urlo, ‘Forza Lupi’, tornerà presto a farsi sentire al Marulla e negli stadi più importanti d’Italia”.
Una chiusura amaramente simbolica, ma con uno spiraglio di luce che può accendere nuovamente la passione di una piazza calorosa e ferita: il Cosenza, ora più che mai, cerca una nuova rinascita.