Tra luci e ombre nella gestione degli impianti sportivi reggini, si accende il dibattito sul futuro dello sport cittadino
Reggio Calabria sta lentamente rialzando la testa anche dal punto di vista sportivo. Alcune strutture stanno pian piano ripartendo, tra queste il campo sportivo di Ciccarello, tornato finalmente a risplendere dopo anni di abbandono. Un segnale importante per una città che vive lo sport come strumento di crescita, educazione e aggregazione sociale.
Tuttavia, non si può ignorare che altre strutture fondamentali versano ancora in condizioni critiche. È il caso, ad esempio, del campo CONI, una delle piste sportive storiche di Reggio Calabria, da anni al centro di problematiche strutturali e manutentive. Nonostante la volontà e l'impegno del delegato comunale Giovanni Latella, che ha dato rassicurazioni in merito al suo interesse per la riqualificazione, la realtà è che senza una manutenzione concreta e costante, anche le migliori intenzioni restano purtroppo parole.
Allo stesso modo, restano ancora in sospeso i lavori per il campo di Pellaro, dove il cantiere procede a rilento, e per il campo di Bocale, dove invece i lavori non sono nemmeno cominciati. Queste mancanze si traducono in veri e propri disagi per le associazioni sportive, che ogni giorno si sacrificano per dare continuità all’attività agonistica e formativa.
È il caso emblematico della Pro Pellaro e del Bocale Admo, costrette a giocare e allenarsi in strutture non proprie, con costi aggiuntivi e difficoltà logistiche importanti. Ma anche le associazioni sportive minori e quelle dedicate ai più piccoli vivono una realtà difficile: spesso devono dividere spazi e strutture, allenandosi ad orari improbabili pur di non interrompere le attività.
A Reggio Calabria le strutture sportive pubbliche dovrebbero essere riqualificate e mantenute con regolarità, senza dover aspettare anni di incuria e degrado. Serve un piano serio di manutenzione ordinaria e straordinaria, accompagnato – perché no – dalla creazione di opportunità lavorative per chi potrebbe occuparsi della gestione e della pulizia degli impianti comunali. Restituire dignità allo sport significa anche creare lavoro, rispetto e senso civico.
Non servono cerimonie in pompa magna per ogni intervento: sistemare un campo sportivo dovrebbe essere la normalità in una città che vuole crescere. Così come serve anche il buon senso della cittadinanza, affinché le strutture vengano utilizzate e mantenute con rispetto, senso di responsabilità e spirito collettivo.
Lo sport non può e non deve morire a Reggio Calabria. Ogni campo, ogni palestra, ogni struttura merita attenzione, cura e dignità. Come nel resto del Paese.