Sconfitta che allontana dalla vetta la squadra di Pergolizzi
La partita di Siracusa si presentava come un crocevia importante per rilanciare le ambizioni di vertice, ma dal "De Simone" si esce ulteriormente ridimensionati. Dopo la Scafatese, arriva la seconda sconfitta in uno scontro diretto che significa un ritardo di sei lunghezze dal primo posto, dopo appena sei giornate.
FORMAZIONI
Gli amaranto si presentano al "De Simone" con il 3-5-2, che si trasforma in un 3-5-1-1 in fase di non possesso. L'undici iniziale vede il rientro di Adejo in difesa e di Forciniti a metà campo. Barranco è la scelta in attacco. Nel Siracusa, causa forfait fuori Alma, mentre le chiavi dell'attacco sono affidate a Maggio e Di Grazia.
PRIMO TEMPO
L'approccio alla gara della Reggina è promettente, ma la formazione di Pergolizzi non riesce, nel corso del primo tempo, a creare vere occasioni da rete. Gli unici squilli verso la porta difesa da Iovino sono di Barranco e Forciniti, ma ci vuole ben altro per trafiggere l'estremo difensore aretuseo. Al minuto 22 il Siracusa usufruisce di un penalty per un tocco di mano in area. Massima punizione realizzata da Maggio, con Martinez che tocca la sfera, ma non riesce ad intercettare la conclusione centrale del numero 9.
SECONDO TEMPO
Nella ripresa si riparte con lo stesso undici iniziale. Pronti-via e Girasole di testa colpisce male sciupando una buona occasione (48'). Quattro minuti dopo, Urso non vuole essere da meno ed imita il compagno di squadra optando per un pallonetto che si spegne in modo anonimo sul fondo, quando sarebbe stato utile un diverso tipo di conclusione. Pergolizzi decide di mandare in campo Ragusa (65'), ma a sorpresa, al posto di Barranco. Scelta, alquanto, dubbia vista la necessità di recuperare il risultato oltre ad avere un maggior peso in attacco. Reggina vicinissima al pari con il palo centrato da Ragusa, su sponda di Rajkovic (79'). Ma è solo un lampo perché gli amaranto non sono più capaci di rendersi pericolosi.
Antonio Spina