Sconcertante Italia. Giusto tornare a casa

Autore Redazione Web | dom, 30 giu 2024 12:00 | Italia Svizzera Euro2024

Per tornare grandi serve ripartire dai settori giovanili e, non solo, per partito preso

Il cielo è azzurro sopra Berlino. Una frase che appare sbiadita dopo l'eliminazione ad opera della Svizzera. Da lì le mancate qualificazioni ai Mondiali di Russia (2018) e Qatar (2022). Poi, gli Europei vinti in terra inglese contro i padroni di casa, i quali furono accompagnati dall'idea di aver già in tasca il trofeo. Un successo illusorio che ha nascosto le ataviche lacune che il calcio italiano si trascina da diversi anni. Usciamo da Euro 2024, dove in quattro partite non abbiamo avuto la gioia di esultare per un gol degli attaccanti. E se il migliore della lista dei ventitré è stato Donnarumma, tant'è che solo le sue parate ci hanno consentito di giungere agli ottavi, ciò fa capire quale sia stato il livello mediocre delle prestazioni offerte in campo.

Retegui e Scamacca si sono dimostrati inadeguati per giocare in Nazionale. Siamo deficitari nel ruoli chiave anche a centrocampo dove si avverte l'assenza di un regista che sappia prendere in mano le redini del gioco o verticalizzare quando serve. Pe sopperire a tali mancanze attingiamo da oriundi, che in virtù di origini italiane dei loro parenti, vestono la maglia azzurra con la speranza di aver azzeccato una scommessa che si dissolve, poi, come neve al sole. I nostri giovani che trovano poco spazio nei club, i settori giovanili pieni zeppi di stranieri e il mercato sempre più in mano ai procuratori attenti ad accaparrarsi la commissione più cospicua per i loro interessi.  Gli elvetici padroni del campo, gli azzurri ad arrancare senza capirci nulla dal primo minuto, dimostrando di non avere forza per venire a capo di una situazione complicatissima. Pensavamo di avere vita facile essendo capitati nella parte più agevole del tabellone, senza fare conto dei nostri limiti tecnici e caratteriali.

Il Ct svizzero Yakin ha mandato in campo i "bolognesi" Ndoye, Freuler e Aebischer educati tatticamente da Thiago Motta nella grandissima stagione disputata dal club felsineo. Lo stesso dicasi dei tanti giocatori albanesi che hanno militato o militano nel nostro campionato. La Svizzera non è per qualità allo stesso livello della Spagna, ma è stata la nostra prestazione inaccettabile incapace di fronteggiare una squadra alla nostra portata, se fossero stati altri tempi, però! E, dunque, se vorremmo ritornare grandi ripartiamo dai settori giovanili e, non solo per partito preso, per curare i nostri talenti e non quello delle altre Nazionali.

Antonio Spina

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