Il 1° Maggio 1994 moriva in un terribile incidente uno dei più grandi piloti di Formula 1
"Ma, da quando Senna non corre più...non è più domenica" canta Cesare Cremonini nel suo brano dal titolo "Marmellata #25". Era il 1 Maggio del 1994 e il "circus" della Formula 1 metteva in programma il Gran premio di San Marino sul circuito di Imola. Per tutto ciò che successe il giorno delle qualifiche e quello della gara, la tre giorni passó alla storia come il weekend più apocalittico nella storia della Formula 1.
L’esordiente Rubens Barrichello ebbe un incidente durante le prove del venerdì. Il giovane pilota stava guidando la sua Jordan a oltre 225 chilometri orari quando perse il controllo e la vettura si schiantò contro le barriere di protezione. La macchina si disintegrò dopo aver compiuto due rotazioni in aria. Fortunatamente, Barrichello sopravvisse, anche se riportò una frattura al naso, contusioni a una mano e alle costole. Durante la seconda sessione di prove, il pilota austriaco esordiente nella prima categoria Roland Ratzenberger, fra la curva Villeneuve e quella del Tamburello, a 314 chilometri orari, perse il controllo della sua auto, schiantandosi sul muro di cinta del circuito di Imola, morendo sul posto. Il giorno della gara, sulla griglia di partenza Senna era in pole position accanto a Michael Schumacher e, appena le luci si fecero verdi, il pilota JJ Lehto rimase fermo in pista con la sua Benetton a causa di un problema tecnico e Pedro Lamy lo centrò in pieno. Nell’incidente rimasero feriti ben 9 spettatori, a causa dei detriti volati oltre le recinzioni. Ripresa la corsa il brasiliano alla guida della Williams F16 si schiantò al 7° giro contro un muro alla curva del Tamburello, alla velocità di 211 chilometri orari. L’impatto fu devastante. Il pilota morì alle 18.40 senza aver mai ripreso conoscenza, proprio a causa delle gravi lesioni riportate alla testa e all’occhio destro per via delle sospensioni che impattarono con il casco. Nel cockpit della sua auto fu ritrovata una bandiera austriaca, che forse avrebbe voluto sventolare a fine gara in memoria di Roland Ratzenberger.
Un destino ineluttabile, una tragica coincidenza, questo non lo sapremo mai, ma l'unica certezza che quel giorno funesto ci lasciò un grande campione, dal nobile animo, amato da tutti i tifosi - non solo verdeoro tant'è che il governo brasiliano dichiarò tre giorni di lutto nazionale e tributò a Senna gli stessi onori riservati solitamente ad un capo di stato - a prescindere dall'attaccamento ad una determinata scuderia. Ma un giornalista brasiliano ebbe a dire: “la morte ha raggiunto Ayrton, ma nemmeno lei è stata in grado di superarlo”. Solo questo è sufficiente per dimostrare la grandezza di un pilota il cui ricordo, nonostante siano trascorsi trent'anni esatti dalla sua tragica scomparsa, rimane indelebile nelle menti di tutti gli sportivi o semplici appassionati.
Antonio Spina