«Messaggio devastante, tv di stato scelga se stare con
educatori o alimentare devianza»
“Ogni giorno, milioni di genitori e
centinaia di migliaia di docenti lottano contro il fenomeno dell’emergenza
educativa, concordi nel ritenere le regole alla base di un percorso così tanto
delicato e mirante a smarcare i minorenni dal disagio in cui versano. Pertanto,
si chiede che tutte le altre componenti sociali facciano quadrato intorno alle
due primarie agenzie di socializzazione, e lo si chiede soprattutto alle
istituzioni dello Stato, come la Rai, che in virtù di un Contratto di Servizio
promulgato dal Capo dello Stato è tenuta al rispetto delle regole ed a far
rispettare le regole”: è quanto dichiara Antonio Marziale, Garante
l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, in relazione all’esibizione
del cantante Blanco, che per motivi tecnici non sentiva il ritorno della propria
voce ed ha pensato bene di distruggere la scenografia.
Per Marziale, che da presidente
dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, è stato tra gli estensori del vigente
Codice Tv e Minori: “Non si può accettare che nello stesso luogo in cui è stato
eseguito l’inno nazionale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, nella sera in cui Roberto Benigni ha decantato le virtù della
Costituzione, irrompa la maleducazione e venga risolta con un sermone paterno
dal presentatore, nonché direttore artistico della kermesse, Amadeus. Sanremo
non è un confessionale dove rimettere i peccati, ne tantomeno è un ambiente
psicopedagogico dove somministrare cure. Il Festival è un prodotto culturale
della Tv di Stato, tenuta a farci sapere da che parte sta. Le famiglie e la
scuola domandano aiuto, dobbiamo decidere se bearci per il marketing e gli
ascolti che la furia devastatrice alimenta, oppure se mandare un segnale
chiaro, preciso, di collaborazione con gli educatori, ma se prevale la prima
ipotesi la Rai non è Tv di Stato perché contravviene alle norme del Contratto
di Servizio, per cui gli italiani pagano un canone imposto”.
“Aiutare bambini e adolescenti a
svincolarsi dalla morsa dell’emergenza educativa significa proporre modelli
positivi e soprattutto mostrare cosa siano le regole, insegnare che ad ogni
azione sbagliata corrisponde una sanzione. Il messaggio partito ieri sera
dall’Ariston è devastante – conclude il Garante – e per tale ragione stamani
provvederò a contattare la presidenza Rai, la direzione generale, la direzione
di rete e interpellerò anche il Governo affinchè il protagonista della sfuriata
venga sanzionato nell’unico modo possibile. Abbiamo bisogni di esempi anche per
riannodare la fiducia della gente con le istituzioni e se queste si dimostrano
molli non sono credibili”.