Festival di Sanremo, tra rito e transizione: l’ultima volta di Carlo Conti tra ascolti in calo e voglia di nuovi linguaggi

Autore Martina Licastro | gio, 26 feb 2026 19:39 | Festival-Di-Sanremo 76Esima-Edizione Carlo-Conti

Il fascino della kermesse canora resta immutato, ma il pubblico attende uno show televisivo in grado di restare al passo con i tempi

Ha preso il via la 76esima edizione del Festival di Sanremo, l’ultima condotta e diretta da Carlo Conti.

Un appuntamento che resta rituale per il pubblico e simbolico per la televisione italiana, anche se i dati Auditel della prima e della seconda serata segnano un leggero calo rispetto allo scorso anno, secondo i rilevamenti ufficiali.

È un segnale di come le abitudini di fruizione del medium televisivo siano cambiate nell’ultimo anno. Gli spettatori sembrano essersi stancati delle dinamiche già viste e preferiscono seguire i contenuti su altri device, i cui dati vengono comunque conteggiati.

Eppure, il fascino rituale del Festival resiste e le canzoni continuano a catturare l’attenzione del pubblico.

La conduzione di Conti si conferma rassicurante ed efficiente, capace di garantire ritmo e ordine. Eppure, la percezione di chi conosce le dinamiche televisive è l’assenza di un vero e proprio guizzo creativo. I momenti iconici si contano sulle dita di una mano e spesso nascono in modo imprevisto o grazie agli ospiti.

Tra gli episodi più riusciti della seconda serata, le gag di Lillo Petrolo, i momenti sul palco di Pilar Fogliati e l’imitazione di Vincenzo De Lucia nei panni di Laura Pausini hanno alleggerito il clima, mentre le esibizioni di Pausini e di Achille Lauro hanno conferito alla serata un valore artistico tangibile impreziosendo la kermesse musicale.

I 15 big in gara hanno scandito la puntata, alternando veterani e neofiti del palco dell’Ariston, tra presenze sceniche degne di nota e interpretazioni non sempre impeccabili, ma tutte capaci di caratterizzare la seconda serata del Festival.

Sanremo resta un evergreen della musica italiana. Ogni volta che il sipario si alza, i telespettatori osservano con attenzione e curiosità non solo le canzoni, ma anche la capacità dello show di restare al passo con un medium televisivo in continua evoluzione.

Il Festival oggi sta vivendo una fase di transizione, in cui sembra funzionare ancora per affezione e identità condivisa, ma sa di doversi spostare verso linguaggi nuovi.

Il pubblico appare consapevole di questo cambiamento ed è pronto ad accogliere il nuovo che avanza.


Foto Ansa

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