Battisti nel cuore, Vandelli nell’anima di Reggio. Ai giovani: "Vivete, rischiate, cantate"

Autore Grazia Candido | gio, 11 set 2025 11:56 | Maurizio-Vandelli Musica Giovani Tributo-Battisti

Un tributo che diventa abbraccio collettivo


Con lo Stretto di Messina a fare da cornice e il cielo a regalare uno dei suoi spettacoli più poetici, ieri sera a Piazza Indipendenza il “Principe”, uno dei membri storici e voce leader del gruppo Equipe 84, Maurizio Vandelli ha portato in scena un tributo sentito e appassionato a Lucio Battisti. Un concerto che è stato molto più di una semplice esibizione: un vero e proprio viaggio nella memoria, nella musica, nell’anima di due grandi artisti e amici.

"Questa serata sarà indimenticabile, lo sento” - ha detto Vandelli poco prima di salire sul palco. E così è stato: emozioni a fior di pelle, cori che si alzavano da ogni angolo della piazza, applausi lunghissimi per ogni canzone. Brani come "29 settembre", "Nel cuore, nell’anima" e "Un’avventura" hanno fatto cantare e ballare il pubblico, riportandolo indietro nel tempo.

Ma dietro le note, c’è molto di più.

“Questo progetto – racconta Vandelli – è nato quasi per caso. Non volevo fare un tributo classico, ma ho sentito il bisogno di ricordare Lucio per l’uomo che è stato per me, oltre che per l’artista. Io ero in studio con lui, suonavo la chitarra, ci inventavamo gli arrangiamenti insieme. Era un genio, ma prima ancora un amico. Un gigante gentile”.

Non manca un accenno ironico alla musica di oggi, ma senza polemiche: «L’auto-tune? Lo usa chi non sa cantare, ma va bene così. Ognuno trova il suo modo per stare sul palco. Io non lo uso perché, modestamente, penso di saper ancora canticchiare”.

Vandelli, che a Reggio Calabria è ormai di casa, ricorda con affetto le precedenti esibizioni in città: “Ogni volta qui è speciale. Anche se spesso vedo solo alberghi e palchi, ogni incontro con il pubblico calabrese è un abbraccio”.

E a proposito di ricordi, spunta anche un aneddoto curioso: “Una volta, uno mi fermò e mi disse “ti ricordi di me? Ero in quinta fila al tuo concerto!”. Ma come si fa? - (ride)”.

Il legame tra Vandelli e Battisti ha lasciato segni profondi nella musica italiana. Uno su tutti, l’arrangiamento sinfonico di "Nel cuore, nell’anima", con una copertina firmata dal grande Mario Schifano per il 45 giri.

“Un momento magico” - ricorda con orgoglio Vandelli.

Ma non è mancato un pensiero rivolto ai più giovani, con parole che suonano come un consiglio e un incoraggiamento: “Ai ragazzi dico: prendete tutto quello che la vita vi regala, anche le cose piccole. Non aspettate la perfezione o il momento giusto. Vivete, rischiate, cantate anche se stonate. La musica, come la vita, è fatta di emozioni, non di filtri. E una città come Reggio ha tanto da offrire: bellezza, calore, storia, passione. Sta a voi raccoglierla”.

Infine, un pensiero sul passato e sul futuro: “Se potessi tornare indietro? Rifarei tutto. Perché tutto quello che ho fatto mi ha divertito, mi ha fatto crescere, mi ha portato qui. E se oggi qualcuno mi dicesse “ciao Maurizio”, io sarei felice. Perché vuol dire che ho lasciato qualcosa”.


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