Il gran finale del tour "Amico mio" in Calabria
“È una vergogna che ci vogliono 40 minuti per andare da Reggio a Messina, ha detto il ministro, ma perché tre anni per un’ecografia non è vergogna?”.
È
una delle battute sferzanti che Santo
Palumbo, comico reggino di Zelig, porterà sul palco domani 19 agosto a Sant’Agata del Bianco per la penultima tappa del
tour “Amico mio” dei QuartAumentata.
La sanità, i tempi infiniti per ottenere una visita, i medici di ieri e
quelli di oggi, “sostituiti da Google o ChatGPT” saranno al centro della sua
satira pungente, seguita dal brano “Mankicani”, con cui la storica band etnopop
della Locride affronterà lo stesso tema in musica per quello che si prospetta
un vero e proprio show sotto le stelle del borgo antico. Il legame tra Paolo Sofia, frontman dei QuartAumentata, e Santo Palumbo
nasce anche lontano dalla Calabria: "Viviamo entrambi a Milano, siamo vicini di
casa e spesso ci sosteniamo nei momenti di nostalgia", racconta Sofia. "Ogni
tanto lo chiamo alle otto del mattino per sfogarmi e la frase che ripeto più
spesso è: “È finita!”- scherza Palumbo.
Il ritorno a Sant’Agata del Bianco, borgo natale di Saverio Strati, non è casuale: "Qui siamo stati già anni fa, con lo spettacolo legato al disco L’albero di more – spiega Sofia –. La piazza, che sembra un teatro naturale, ci ha conquistati. Quest’anno, insieme al sindaco, abbiamo deciso di riportare la musica dei QuartAumentata e l’ironia di Santo in questo luogo speciale".
Lo show del 19 agosto si intitola “La Calabria è una cosa seria. Forse” e alternerà sketch comici e brani musicali.
In scaletta, oltre a Mankicani sulla sanità e il rapporto con i medici l’atteso singolo “È festa”, dedicata alle tradizioni popolari, ma anche “Non mi vogghiu maritari”, abbinata a uno sketch di Palumbo sui matrimoni.
Ci saranno senz’altro i brani iconici del gruppo come “U mundu balla”, “Ostinatamente”, “Bella balla” e momenti di pura poesia con “Nicolino”, ballata poetica sulle gelsominaie di Calabria, protagoniste della “prima vera lotta contro il caporalato in Italia”, tratta dall’album L’Albero di more ispirato a La Maligredi di Gioacchino Criaco. Il concerto sarà anche un tributo a Peppe Platani, chitarrista della band scomparso nel 2024, con il brano “Amico mio” che chiuderà lo spettacolo.
Il 21 agosto il tour estivo “Amico mio” si concluderà a San Giovanni in
Fiore, presso l’Anfiteatro Abbazia Florense, per la terza edizione del Danilo
Montenegro Festival nell’ambito dell’Estate Florense 2025.
Un appuntamento dedicato alla memoria del cantastorie calabrese Danilo
Montenegro, definito “l’incantastorie” per la capacità di rapire il pubblico
con musica, parole e gesti.
"Presenteremo un suo brano rivisitato in chiave QuartAumentata – racconta Sofia – e proporremo anche alcuni pezzi del nostro repertorio".
Sul palco, oltre ai QuartAumentata, si esibiranno il Deda World Quartet, Sasà Megna e Kiri 3 e Sandro Sottile.
Attivi dal 1998, i QuartAumentata sono tra i protagonisti della scena
etnopop italiana, con sei album all’attivo e collaborazioni con artisti come
Jovanotti, Niccolò Fabi e Ivana Spagna.
La formazione attuale vede Paolo Sofia
(voce), Salvatore
Gullace (chitarra),Vincenzo
Oppedisano (basso), Peppe Stilo
(organetto e lira calabrese), Fabio
Palmitesta (chitarra), Domenico
Gioffré (batteria).
Dopo queste due tappe, la band sarà impegnata nella registrazione di un nuovo album e nella preparazione di un tour nei club italiani, annunciando anche l’uscita imminente di un brano in greco antico e dialetto calabrese.
Anche Santo Palumbo proseguirà il suo percorso artistico con spettacoli nelle piazze, nei teatri e con nuove apparizioni a Zelig a partire dall’autunno.
E non mancheranno le sorprese: viste le anticipazioni di alcuni impegni che
suggelleranno nei prossimi mesi questa fortunata collaborazione. Nel frattempo, da non perdere i due appuntamenti che chiudono un’estate di
musica e sorrisi, in cui la Calabria diventa protagonista sul palco: con i suoi
racconti, le sue contraddizioni, le sue feste e la sua poesia.
Perché, come dicono i QuartAumentata e
Santo Palumbo, “la Calabria è una cosa seria. Forse”.