Questa edizione dell’Eurovision ha confermato ancora una volta la forza della musica nel raccontare le sfumature dell’Europa contemporanea
Si è conclusa a Basilea l’edizione 2025 dell’Eurovision Song Contest, tra emozioni, colpi di scena e qualche amarezza. A trionfare è stata l’Austria con Wasted Love, interpretata da JJ, una ballata potente che ha saputo fondere lirica e pop in un crescendo visivo e musicale che ha conquistato tanto la giuria quanto il pubblico europeo. Per JJ, 436 punti e il titolo di vincitore di un’edizione molto combattuta.
L’Italia ha risposto con personalità e classe grazie a Lucio Corsi, che ha portato sul palco internazionale Volevo essere un duro, già premiata al Festival di Sanremo con un meritato secondo posto e il prestigioso Premio della Critica "Mia Martini". Corsi si è classificato quinto, mantenendo alta la bandiera tricolore e confermandosi come una delle rivelazioni musicali dell’anno. Il suo brano, tra l’altro, è stato il più ascoltato su Spotify tra quelli in gara, con oltre 21 milioni di stream: un dato che testimonia quanto il suo stile originale e la sua poetica siano apprezzati anche oltre i confini italiani.
A deludere le aspettative, invece, è stato Gabry Ponte, in gara per San Marino con il brano Tutta l’Italia. L’ex Eiffel 65, amatissimo in patria, si è piazzato all’ultimo posto della classifica finale, un risultato che ha lasciato perplessi molti fan e addetti ai lavori. La sua proposta era partita con entusiasmo, anche grazie all’utilizzo del brano come jingle dell’ultimo Festival di Sanremo, ma evidentemente non è riuscita a convincere né le giurie tecniche né il televoto. Un piazzamento che sa di beffa, considerando l’energia e l’appeal internazionale dell’artista.
Questa edizione dell’Eurovision ha confermato ancora una volta la forza della musica nel raccontare le sfumature dell’Europa contemporanea: tra chi ha emozionato, chi ha stupito e chi ha deluso, l’evento continua a essere uno specchio potente del panorama musicale e culturale europeo.