Al centro del dibattito, la situazione dell'hub di Siderno e la rimodulazione dei fondi INAIL.
«Ritardi inaccettabili, fondi mancanti, mancanza di servizi, mancanza di strumentazione, mancanza di personale e strutture inadatte. Questa è la conclusione dell’incontro di giovedì 27 ottobre nella sala del Centro di Aggregazione Sociale Pensionati e Anziani di Siderno, convocato dai Comitati Casa della Salute di Siderno e DifendiAmo l’Ospedale di Locri con il Corsecom». È quanto si legge in un comunicato congiunto dei comitati.
«Alla presenza di cittadini, dopo un ampio e partecipato dibattito, si è un’unanimemente preso atto della inaccettabile situazione della Sanità nella Locride - affermano i comitati -, in particolare per quanto riguarda Siderno. Infatti, malgrado la previsione del Dirigente U.O. Attività Tecniche arch. Roberto Mittiga, nell’estate del 2021, in una riunione all’ASP RC che i lavori sarebbero iniziati il 1 aprile 2022, assistiamo a continui ritardi che si aggiungono ad ogni incontro con l‘ASP».
«Per quando riguarda l’ospedale di Locri - prosegue la nota -, siamo molto perplessi riguardo i cambi di risorse per l’Ospedale. La rimodulazione dei circa 34 milioni previsti su fondi INAIL, dovrebbe essere compensata, a quanto riferito dal Presidente Occhiuto, da fondi Regionali ex Art 20 L 67/88. Consultando proprio tale riferimento, però, la cifra presente per l’intera Calabria è di 60 milioni, da dividere quindi tra i vari Ospedali di Melito, Cetraro, Castrovillari e Paola, oggetto anch’essi di tagli. Impossibile, quindi, che oltre la metà delle risorse finisca a Locri».
I Comitati denunciano anche la chiusura del servizio di elettroencefalogramma: «la riattivazione è stata solo una falsa promessa, il servizio è stato erogato alla ragazza che ne aveva bisogno, dopo la battaglia mediatica della madre, per poi essere richiuso».
«Come cittadini - aggiungono i comitati -, siamo convinti che se è importante che gli ospedali hub debbano avere una funzione fondamentale nella gestione sanitaria, è altrettanto importante la presenza sul territorio degli ospedali spoke, delle Case della Salute e delle Case di Comunità. Non vorremmo che si tornasse a una Sanità ospedale-centrica, che ha dimostrato la sua inadeguatezza in questi anni di pandemia. I cittadini della Locride reclamano il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione e il diritto di essere trattati come tutti gli altri - conclude la nota -, in caso di mancato riscontro alle nostre richieste entro breve tempo, organizzeremo iniziative sul territorio per richiamare una maggiore attenzione al diritto fondamentale alla cura degli anziani, in un territorio con forti problemi economici e sociali».