La denuncia evidenzia inoltre le criticità legate alla saturazione del sistema di emergenza-urgenza
A Gioia Tauro si è sfiorata una tragedia in una vicenda raccontata da Graziano Tomarchio per ReggioTv e che ha visto protagonista anche il presidente dell’associazione “Tumori” locale, Pino Praticò, che ha trasportato personalmente in auto un uomo in gravi condizioni a causa di una forte emorragia.
Secondo il racconto, l’uomo avrebbe avuto bisogno urgente di trasfusione di sangue e di un trasferimento in un altro ospedale. “Ho dovuto trasportarlo io in auto perché le ambulanze del 118 non erano disponibili, tutte impegnate”, ha spiegato Praticò, sottolineando la gravità della situazione e la difficoltà nel reperire un mezzo di soccorso.
La denuncia si concentra soprattutto sulla carenza di ambulanze medicalizzate e sulla saturazione del sistema di emergenza. Sempre secondo quanto riportato, in alcuni casi i tempi di attesa sarebbero stati molto lunghi, anche fino a due ore per un intervento o per la gestione di un paziente in pronto soccorso, con ambulanze costrette a restare ferme perché la barella non viene liberata.
Una situazione definita “non più sostenibile” dagli operatori e dai testimoni, che evidenziano come le criticità del sistema di emergenza-urgenza stiano mettendo a rischio la gestione tempestiva dei casi più gravi.
L’appello è chiaro: servono interventi urgenti per rafforzare il servizio del 118, aumentare i mezzi disponibili e ridurre i tempi di attesa nei pronto soccorso, per evitare che episodi simili possano ripetersi con conseguenze potenzialmente drammatiche.