Sanità, Madeo: “Non bastano appelli ai medici, servono strutture moderne, sicurezza e stipendi adeguati”

Autore Giorgia Rieto | ven, 16 gen 2026 19:30 | Sanità Calabria Madeo

Critiche anche alla gestione delle risorse e alla sicurezza nei presidi sanitari

«Non servono appelli, servono condizioni di lavoro dignitose, strutture all'avanguardia e stipendi allineati al resto d'Italia». È netta la posizione della consigliera regionale del Partito Democratico Rosellina Madeo sul tema della carenza di medici in Calabria, all'indomani dell'approvazione in Consiglio regionale della legge che consente il conferimento di incarichi ai medici in quiescenza.

Secondo Madeo, si tratta di una misura tampone, oggi forse inevitabile, ma certamente non risolutiva: «È l'unica soluzione percorribile nell'immediato, ma non è quella più opportuna. Le soluzioni emergenziali devono lasciare spazio a politiche sanitarie strutturate, basate su metodo e programmazione».

La consigliera evidenzia come in Calabria manchino medici di medicina generale e professionisti sanitari e sottolinea la necessità di intervenire sulle vere livelli dell'attrattività: «Stipendi adeguati, strutture moderne e la possibilità di lavorare in sicurezza. Solo così i giovani che si formeranno nelle nostre università sceglieranno di restare ei professionisti da fuori potranno considerare la Calabria come una opportunità reale».

Nel suo intervento, Madeo richiama il caso emblematico dell'ospedale della Sibaritide, più volte annunciato come polo d'eccellenza e possibile hub sanitario regionale. «Doveva essere un modello di cura e assistenza capace di attrarre medici e specialisti – afferma – ma oggi sembra già vittima di un depotenziamento». Il riferimento è alla medicina nucleare e alla mancata attivazione dell'unico ciclotrone programmato in Calabria. «Da grande polo d'avanguardia, rischiando di diventare un semplice parlato, seppur più moderno, che unisce quanto già esisteva tra Rossano e Corigliano».

Critiche anche alla gestione delle risorse e alla sicurezza nei presidi sanitari. Madeo cita il caso dello Spoke di Corigliano Rossano: «Sono stati spesi 1,6 milioni di euro per adeguare il reparto di ostetricia e ginecologia a Rossano, con stanze pronte ma senza medici e senza partorienti. In sostanza, manca il reparto. Ci si chiede perché queste risorse non siano state impiegate altrove, ad esempio a Paola, dove il blocco operatorio necessita con urgenza di un impianto per il riciclo dell'aria».

Accanto alla rete ospedaliera, per Madeo è indispensabile rafforzare la medicina territoriale, oggi fortemente carente. «Le cronache raccontano della guardia medica di Schiavonea chiusa durante le festività natalizie e di quella di Villapiana operativa solo in parte. Le postazioni di emergenza territoriale sono spesso un miraggio, soprattutto nelle aree interne».

Emblematico, secondo la consigliera dem, il caso di Longobucco, priva sia di guardia medica che di postazione di emergenza: «In una regione con una conformazione geografica complessa come la Calabria, le aree interne dovrebbero essere maggiormente tutelate». Da qui il richiamo alla tragica vicenda di Antonio Sommario, morto durante una corsa disperata verso lo Spoke di Corigliano Rossano: «Un'ambulanza arrivata in tempo avrebbe potuto cambiare la storia».

«Vorrei che le famiglie non dovessero più chiedersi cosa sarebbe successo se i soccorsi fossero arrivati ​​prima – conclude Madeo –. Vorrei che la Calabria si riappropriasse pienamente del diritto alla salute».

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