Il presidente ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale
Il Consiglio regionale della Calabria, riunito oggi nell'Aula “Francesco Fortugno” di Palazzo Campanella, ha approvato all'unanimità la proposta di legge regionale recante “Disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali” . Un provvedimento che introduce misure straordinarie e temporanee per salvaguardare la stabilità del Servizio sanitario regionale, ancora segnato da una significativa carenza di personale medico, in particolare nelle aree interne e nei reparti più esposti alle criticità d'organico.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, che a nome dell'intera Assemblea ha espresso sentimenti di cordoglio nei confronti del vicepresidente della Giunta Filippo Mancuso. L'Aula ha poi osservato un minuto di silenzio in memoria delle giovani vittime della tragedia di Crans-Montana, in Svizzera.
Illustrando il provvedimento, Cirillo – primo firmatario della legge – ha sottolineato la necessità dell'intervento legislativo per garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e tutelare il diritto costituzionale alla salute, evitando interruzioni nei servizi pubblici essenziali. Nonostante i progressi avviati nel percorso di riorganizzazione della sanità calabrese, permangono infatti difficoltà strutturali nel reperimento di personale medico attraverso le ordinarie procedure concorsuali.
In attesa del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato, la legge consente il ricorso a strumenti flessibili, disciplinando il conferimento di incarichi liberi-professionali a medici collocati in quiescenza. Figure professionali con competenze consolidate, immediatamente disponibili per sostenere i reparti in maggiore sofferenza.
Il testo individua con precisione gli ambiti prioritari di intervento: pronto soccorso e medicina d'urgenza, anestesia e rianimazione, medicina interna, chirurgia generale, continuità assistenziale e servizi territoriali. Gli incarichi potranno essere conferiti a medici in possesso di idoneità psico-fisica e privi di sanzioni disciplinari gravi negli ultimi cinque anni, con una durata massima di 12 mesi, rinnovabile una sola volta in presenza di comprovate esigenze.
Previsto anche un rigoroso sistema di monitoraggio: le Aziende sanitarie dovranno trasmettere alla Regione relazioni dettagliate sugli incarichi conferiti, mentre la Giunta regionale relazionerà annualmente al Consiglio sullo stato di attuazione della legge. Sul piano finanziario, il provvedimento non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale, grazie all'utilizzo delle risorse già stanziate nei bilanci delle singole Aziende sanitarie.
«Si tratta di una misura di responsabilità – ha dichiarato Cirillo a margine dei lavori – che consente di dare una risposta immediata alle criticità del sistema sanitario regionale, nelle more del completamento dei piani di assunzione e in coerenza con il percorso normativo nazionale».
Il presidente del Consiglio ha inoltre richiamato il valore della collaborazione leale istituzionale, evidenziando come il provvedimento si inserisca in un quadro condiviso con la Giunta regionale guidata dal presidente e commissario alla Sanità Roberto Occhiuto e con la rappresentanza parlamentare calabrese, a partire dall'onorevole Francesco Cannizzaro.
«L'approvazione all'unanimità – ha concluso Cirillo – assume un significato politico e istituzionale di particolare rilievo. È la dimostrazione del senso di responsabilità dell'intera Assemblea, capace di superare le differenze per compattarsi su un tema che riguarda direttamente i diritti fondamentali dei cittadini. Quando sono in gioco gli interessi della collettività, la politica è chiamata a dare risposte unitarie: oggi il Consiglio regionale ha dimostrato di saperlo fare».