Un’azione coordinata tra Governo e Regione che punta a scongiurare qualsiasi vuoto assistenziale nei territori più fragili
Arrivano nuove rassicurazioni sul futuro della sanità calabrese e, in particolare, sugli ospedali di Polistena e Locri, dopo le preoccupazioni emerse nelle ultime settimane per la possibile interruzione di servizi essenziali.
«Nelle prossime ore sarà presentato un emendamento al decreto Milleproroghe, promosso dall’onorevole Francesco Cannizzaro e già corredato dal parere favorevole del Governo, che consentirà ai medici in pensione di continuare a svolgere il loro essenziale compito negli ospedali di Polistena, Locri e dell’intera Calabria».
Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, intervenendo a Polistena nel corso di un incontro con il personale sanitario e con il comitato cittadino a difesa dell’ospedale.
Si tratta di una misura di carattere nazionale, destinata a valere per tutti i professionisti che, in Italia, si trovano nelle stesse condizioni, con l’obiettivo di fronteggiare la carenza di personale medico e garantire la tenuta del sistema sanitario pubblico.
Tuttavia, come spiegato dallo stesso Cirillo, l’iter parlamentare di conversione dell’emendamento richiederà tempi tecnici stimati in circa 60 giorni. Un arco temporale che potrebbe creare criticità operative se non adeguatamente coperto.
«Proprio per evitare interruzioni dei servizi essenziali nelle more dell’iter nazionale – ha proseguito Cirillo – d’intesa con l’onorevole Cannizzaro e con il Presidente della Regione e Commissario alla Sanità Roberto Occhiuto, abbiamo ritenuto necessario attivare contestualmente anche un livello di intervento regionale».
In quest’ottica, il Presidente del Consiglio regionale ha annunciato la convocazione di un Consiglio regionale ad hoc il prossimo 16 gennaio, nel corso del quale sarà avviato un percorso legislativo mirato.
«In quella sede – ha spiegato – mi farò promotore di una proposta di legge regionale che consenta di garantire la continuità assistenziale, colmando temporaneamente il vulnus normativo fino alla conversione in legge dell’emendamento nazionale».
Un’azione coordinata tra Governo e Regione che punta a scongiurare qualsiasi vuoto assistenziale nei territori più fragili. «Quando sono a rischio servizi essenziali – ha concluso Cirillo – la politica ha il dovere di agire in modo rapido, coordinato e responsabile. La sanità non ha colore politico: ogni istituzione è chiamata a fare la propria parte per tutelare il diritto alla salute dei cittadini».
Un messaggio chiaro che arriva mentre resta alta l’attenzione di cittadini, comitati e operatori sanitari, determinati a vigilare affinché agli annunci seguano atti concreti e tempestivi.