Sanità Calabria, quattro aziende diffidate per criticità contrattuali e organizzative

Autore Giorgia Rieto | mer, 17 dic 2025 17:03 | Ospedale Calabria Reggio-Calabria Sanità

Secondo il documento, i problemi principali riguardano il mancato rispetto dell’orario di lavoro

Quattro aziende del Servizio Sanitario Regionale della Calabria sono state oggetto di diffida a causa di reiterate criticità nella gestione del personale dirigente medico e sanitario. Lo rende noto il sindacato Anaao-Assomed, che oggi ha presentato alla Camera dei Deputati il proprio “libro bianco”, documentando inadempienze contrattuali e distorsioni organizzative.

Le aziende calabresi diffidate nel 2025 sono:

  • Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza

  • ASP di Catanzaro

  • Azienda Ospedaliera-Universitaria “Dulbecco” di Catanzaro

  • Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria

Per tutti gli altri enti del servizio sanitario, invece, il sindacato ha avviato la contrattazione integrativa aziendale, non ancora conclusa.

Le principali criticità

Secondo il documento, i problemi principali riguardano il mancato rispetto dell’orario di lavoro e il superamento dei limiti previsti dal Contratto nazionale di lavoro:

  • ASP di Cosenza: violazioni delle 11 ore di riposo giornaliero, superamento delle 5 guardie e 10 pronte disponibilità mensili, incarichi professionali non regolarmente assegnati, reperibilità e guardie effettuate in sedi diverse da quella di assegnazione. Mancata definizione dei contingenti minimi in caso di sciopero.

  • ASP di Catanzaro: superamento delle 10 pronte disponibilità mensili previste dal contratto.

  • AOU Dulbecco di Catanzaro: mancata definizione dei contingenti minimi in caso di sciopero, incarichi non regolarmente assegnati, insufficiente applicazione delle misure di salute e sicurezza sul lavoro.

  • Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria: mancato avvio della contrattazione integrativa aziendale.

Un problema strutturale

Secondo Anaao-Assomed, “l’organizzazione del lavoro nelle quattro aziende diffidate continua a scaricare sui professionisti il peso delle carenze di organico e della programmazione”. Il sindacato sottolinea che si tratta di un problema strutturale, non episodico, con un modello organizzativo che tende a normalizzare prestazioni e disponibilità oltre i limiti contrattuali, con conseguenze dirette sulla sicurezza delle cure e degli operatori.

Il sindacato avverte inoltre che, se la contrattazione integrativa non viene portata a termine, i professionisti restano esposti a discrezionalità e disomogeneità applicative, rendendo il contratto di fatto teorico.

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