Primo caso di Awake Surgery in Calabria. Successo dell’equipe multidisciplinare del Professor Lavano

Autore Redazione Web | ven, 14 nov 2025 12:12 | Primo-Caso-Di-Awake-Surgery Dulbecco Catanzaro Intervento-Di-Neurochirurgia

L’Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco” vanta il primo intervento di neurochirurgia su paziente sveglio



​Una speranza per il paziente, una sfida per l’equipe medica, un successo per la sanità calabrese. Sono i tre focus principali che caratterizzano il primo caso di “awake surgery” in Calabria presso l’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia – Presidio Ospedaliero di Germaneto dell’Aou “Renato Dulbecco” di Catanzaro.

Grazie ai progressi in campo anestesiologico e chirurgico, è stata effettuata la rimozione di una lesione intracerebrale primitiva localizzata in area eloquente, responsabile di deficit neurologici focali ed episodi di epilessia. La tecnologia, la specializzazione e l’approccio multidisciplinare consentono infatti con questa tecnica di mantenere il paziente sveglio, privo di dolore e pienamente partecipe all’intervento, tanto da consentire un dialogo tra paziente ed equipe medica durante l’operazione, ove il paziente è consapevole di tutto ciò che sta accadendo. 

Un successo frutto di più figure professionali che hanno contribuito attivamente con la loro professionalità, umanità e competenza. In primis, l’equipe del Prof. Angelo Lavano, composta dal Dott. Carmelino Angelo Stroscio, la Dott.ssa Giusy Guzzi e la Dott.ssa Emanuela Procopio, con la collaborazione del Prof. Federico Longhi – Direttore del Servizio di Anestesia e del Blocco Operatorio, insieme al supporto neuropsicologico del Dott. Fabio Pirotta, della Dott.ssa Anna Ascione e dello staff infermieristico del blocco operatorio: G. Maugeri, G. Rizzuti, M. Amoroso, F. Franzè, M. Masciari, C.F.G. Dardano e V. Signorelli.

Il percorso si articola in tre fasi fondamentali: preparazione psicologica, gestione anestesiologica e intervento chirurgico.

“Il successo di questa tecnica ci rende non solo molto orgogliosi – dichiara il Dottor Carmelino A. Stroscio – ma ci incita ad usarla in altri interventi, in quanto un soggetto sveglio e collaborante fornisce informazioni cruciali durante l’operazione, aiutando i medici a preservare aree funzionali delicate, evitando inoltre sul paziente stress e complicazioni dell’anestesia generale e consentendo quindi ricoveri più brevi e tempi di recupero più rapidi”.


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