Trapiantati d’organo: l’acquisto dei farmaci, a base di tacrolimus, resta a carico delle Aziende Sanitarie Provinciali

Autore Redazione Web | mar, 14 ott 2025 14:19 | Tacrolimus Trapianti Delibera

Per effetto della delibera del Dipartimento Tutela della Salute della Calabria 

"La collaborazione costruttiva ed efficace tra Aned e Dipartimento Tutela della Salute della Calabria trova, ancora una volta, la sua massima espressione nella deliberazione odierna - Prot N 762714 – a firma del direttore Tommaso Calabrò" - ad affermarlo in una nota stampa Pasquale Scarmozzino di ANED APS.

"Tale determinazione regionale attiene alla continuità del farmaco originale antirigetto Tacrolimus per trapiantati d’organo, ultimamente introvabile in quasi tutte le farmacie calabresi per anomalie di carattere burocratico - dichiara -. Ciò aveva determinato altissima tensione negli oltre mille trapiantati calabresi e loro familiari per la mancata aderenza alle raccomandazioni della Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Raccomandazioni attinenti tutti al rischio salute e al possibile rigetto organo dei pazienti fragili, come i pazienti trapiantati, quando il passaggio dai farmaci originali ai farmaci generici per la terapia immunosoppressiva post-trapianto non è controllato".

"Importante e vitale far sapere ai trapiantati calabresi– come dispone la delibera odierna a firma del direttore Tommaso Calabrò – che il mantenimento dell’acquisto dei farmaci, a base di tacrolimus, resta  a carico delle Aziende Sanitarie Provinciali ed erogato attraverso i Servizi Farmaceutici Territoriali, in Distribuzione Diretta (DD) solo ed esclusivamente per i pazienti in continuità terapeutica. - Aned, in qualità di associazione di tutela dei pazienti trapiantandi e trapiantati di tutti gli organi - esprime massima gratitudine per l’estrema sensibilità e attenzione posta alla nostra segnalazione in meno di 24 ore dal direttore Tommaso Calabrò del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria".

"La formulazione della delibera odierna evita che le grandi differenze già oggi esistenti fra Regioni italiane per quanto riguarda l’assistenza sanitaria si ripercuotano anche nell’uso dei farmaci sui trapiantati calabresi"- conclude Scarmozzino 


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