L'impegno del candidato si concentra su una vera rigenerazione della sanità pubblica
«In Calabria sempre più persone rinunciano a curarsi: liste d'attesa interminabili, costi insostenibili per il privato, territori interi rimasti senza presidi sanitari». È l'allarme lanciato da Saverio Pazzano , candidato al Consiglio Regionale nella lista “Tridico Presidente” , che ha denunciato con forza la condizione critica della sanità calabrese.
Secondo Pazzano, «la sanità pubblica è stata progressivamente smantellata» e l'amministrazione regionale guidata da Roberto Occhiuto avrebbe «accelerato la desertificazione sanitaria», lasciando soprattutto le aree interne prive di continuità assistenziale.
Una situazione che pesa ancora di più in una regione in cui oltre un terzo della popolazione ha più di 60 anni, con malattie croniche e oncologiche in aumento e cure spesso incomplete o tardive. «È inaccettabile – afferma Pazzano – che la risposta istituzionale sia stata il taglio dei servizi pubblici e il favoritismo verso il settore privato».
L'impegno del candidato si concentra su una vera rigenerazione della sanità pubblica, che non si limita alla costruzione di nuovi ospedali, ma punti soprattutto al rapporto diretto con i cittadini: potenziamento delle guardie mediche, case di comunità realmente operative, AFT in grado di gestire i bisogni quotidiani di salute, ospedali di comunità come cerniera tra territorio e strutture ospedaliere, assistenza domiciliare e cure palliative precoci.
Proprio sulle cure palliative, Pazzano sottolinea come in Calabria oggi solo il 17% del fabbisogno sia coperto, lasciando troppi cittadini soli nei momenti più difficili: «Troppi devono scegliere tra curarsi o pagare una bolletta. È una condizione indegna di una regione che fa parte di uno Stato democratico».
«La salute non è un privilegio, è un diritto – concludono – e la sanità pubblica è l'unico strumento in grado di garantirlo a tutti. La Calabria ha bisogno di cura, di giustizia e di una nuova direzione. Io ci metto la faccia, l'impegno, la lotta».