Accreditata e operativa, ma senza pazienti
Una storia di resilienza, ricorsi vinti e ostacoli burocratici quella della struttura sanitaria “La Chimera” di Camini, guidata dal vicepresidente Giuseppe Zurzolo, che torna a far sentire la sua voce dopo anni di battaglie.
Accreditata dal 2009 al 2018 senza alcun problema, la struttura ha visto revocarsi l'accreditamento per ragioni strutturali – infiltrazioni e umidità – ma il ricorso presentato dalla proprietà ha avuto esito favorevole in Consiglio di Stato. Così, dopo la riammissione da parte della Regione Calabria nel dicembre 2021, “La Chimera” è riuscita a riaprire solo nell'ottobre 2022, a causa di un ritardo dell'Asp che non aveva preso visione della PEC regionale che confermava l'accreditamento già dal marzo dello stesso anno.
"Abbiamo riaperto con le nostre forze - spiega Zurzolo - ma non ci sono mai stati pagati gli arretrati, oltre un milione di euro . A luglio 2024 siamo stati costretti a una chiusura temporanea perché non avevamo fondi per sostenere le spese, dato che l'Asp continuava a non liquidare quanto dovuto".
Il debito è stato successivamente recuperato tramite pignoramento e decreto di assegnazione, permettendo di saldare le pendenze. Nel frattempo, la Regione ha concesso un rinnovo di accreditamento per 10 posti letto e l' autorizzazione per ulteriori 20 , concessa dall'Asp di Reggio Calabria. "Abbiamo pagato tutte le tasse, rispettato tutte le procedure e deciso di ripartire - racconta Zurzolo -. La data fissata è l'8 settembre, con l'operatività prevista dal 15, personale già pronto e struttura a norma".
Il nodo resta però la gestione dei pazienti. In questi giorni, come riportato da ReggioTV, alcuni pazienti calabresi vengono trasferite al Nord, con rette doppie rispetto a quelle che verrebbero corrisposte alle strutture locali. "Sappiamo – prosegue Zurzolo – che a Siderno è stato tolto l'accreditamento a una struttura e che a Saline un'altra ha chiuso per difficoltà economiche. L'Asp deve ricollocare 44 pazienti, tuttavia, nonostante le nostre comunicazioni di agosto e settembre, ci viene risposta che non possiamo accoglierli perché non abbiamo ancora un contratto".
Una situazione che il vicepresidente definisce paradossale: "Abbiamo tutte le autorizzazioni ei posti letto disponibili , ma due volte l'Asp ci ha rimbalzati. La Regione ci conferma che la decisione spetta all'Asp, che però preferisce spedire i pazienti fuori Calabria, con un aggravio di spesa e un disagio enorme per le famiglie".
“La Chimera” è dunque pronta a riaprire i battenti con piena regolarità, ma resta in attesa che le istituzioni sanitarie si assumano la responsabilità di valorizzare le strutture accreditate sul territorio, piuttosto che rivolgersi a soluzioni lontane e più onerose.