Dimissioni di Occhiuto da commissario alla sanità, Lo Schiavo: “Il tempo e il diritto mi hanno dato ragione”

Autore Giorgia Rieto | gio, 21 ago 2025 16:12 | Calabria Lo-Schiavo Occhiuto Sanita

La vicenda aveva acceso il dibattito politico in Calabria, con le opposizioni che denunciavano un chiaro conflitto di interessi

Roberto Occhiuto si è dimesso dal ruolo di commissario alla sanità calabrese e da commissario alla realizzazione dei nuovi ospedali regionali, “per evitare il rischio di ineleggibilità”, come dichiarato oggi. La decisione arriva dopo settimane di polemiche politiche e legali sul suo doppio incarico durante la campagna elettorale.

A commentare la notizia è il consigliere regionale uscente Antonio Lo Schiavo, che il 6 agosto scorso aveva già denunciato la situazione: «Avevo avvertito che Occhiuto non poteva rimanere commissario alla sanità e, al contempo, candidarsi alle Regionali. mantenere il potere di firma su appalti milionari e sulla gestione di interessi enormi avrebbe messo il presidente dimissionario in una posizione di vantaggio in una campagna elettorale giocata sul filo del rasoio».

Lo Schiavo aveva inoltre ricordato che la legge vieta ai commissari di governo di essere eletti consiglieri regionali, imponendo in caso contrario la decadenza dall'incarico. «Chiedemmo le dimissioni immediate di Occhiuto, continua Lo Schiavo, ma il vicepresidente Pietropaolo definì “fantozziana” la nostra conferenza stampa, sostenendo che non esistesse alcun problema giuridico. Oggi, le dimissioni del presidente dimostrano che non si trattava né di populismo né di fantozzeria. Il tempo ha dato ragione al diritto».

La vicenda aveva acceso il dibattito politico in Calabria, con le opposizioni che denunciavano un chiaro conflitto di interessi e il rischio di favoritismi durante la campagna elettorale. Con le dimissioni, Occhiuto si libera dall'incarico commissariale, rientrando pienamente nella competizione elettorale senza rischi di contenuti legali.

Lo Schiavo conclude: «Il rispetto delle regole democratiche e delle norme costituzionali non è mai un optional. Il diritto non è mai fantozziano».


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