Solano e Melia senza medico di base, l'allarme di Muraca, Ceravolo e Sgarlata: «Subito soluzioni concrete»

Autore Giorgia Rieto | lun, 18 ago 2025 17:34 | Muraca Sanità Reggio-Calabria

Il problema nasce con il pensionamento dell'unico medico di base presente in zona

È emergenza sanitaria nelle frazioni montane di Solano e Melia, dove oltre 900 abitanti vivono da più di un anno privi di un medico di famiglia e senza alcun presidio di guardia medica. A denunciarlo sono il consigliere regionale uscente del Pd Giovanni Muraca, l'assessore comunale di Scilla Fortunato Ceravolo e il consigliere comunale di Bagnara Calabra Carmine Sgarlata, che parlano di «una violazione palese del diritto alla salute.

«I cittadini – spiegano – convivono quotidianamente con l'angoscia di non avere un punto di riferimento sanitario. In un territorio montano, isolato e caratterizzato da una popolazione anziana e fragile, la mancanza di assistenza equivale a lasciare intere famiglie senza tutela».

Il problema è nato con il pensionamento dell'unico medico di base presente in zona, senza che sia stato nominato un sostituto. Una carenza che si somma all'assenza storica di una guardia medica, nonostante le petizioni popolari e oltre mille firme raccolte dai residenti negli anni.

A preoccupare è anche la distanza dai centri più vicini: «Per raggiungere Bagnara servono almeno 25 minuti, per arrivare a Scilla oltre 40 – sottolineano –. Tempi che, in caso di emergenza, possono trasformarsi in un rischio concreto per la vita delle persone».

Muraca, Ceravolo e Sgarlata ricordano che «il medico di famiglia e la guardia medica non sono un privilegio, ma servizi essenziali che lo Stato e la Regione devono garantire anche nei territori più periferici. Non possiamo accettare che vivere in un'area interna significa rinunciare al diritto alle cure».

Da qui l'appello all'Asp di Reggio Calabria: «Occorre un intervento immediato – concludono – che ripristini il servizio di medicina di base e attivi un presidio di continuità assistenziale a Solano, restituendo dignità e sicurezza sanitaria a un'intera comunità».




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