«Scatenata da questo Governo nazionale che non fa il bene
della Calabria»
Riguardo il Piano di Dimensionamento
Scolastico in Calabria, credo che in queste ultime settimane si sia consumata
una vera e propria farsa, con tanto di colpo di scena finale. Il Dimensionamento
scolastico, così come imposto dal Governo nazionale, ha scatenato una triste e
inopportuna “guerra tra poveri” in cui ogni portatore di interesse ha
giustamente provato a difendere le proprie ragioni e i propri territori. Precedentemente,
avevo dichiarato come il Piano a mio avviso non dovesse “toccare” regioni, come
la Calabria, nelle quali tra abbandono scolastico e povertà educativa la scuola
rappresenta il più importante presidio socio-culturale e l’unica speranza di
riscatto. Proprio alcuni giorni fa il Procuratore di Vibo Dr. Camillo Falbo ha
sottolineato come la lotta alla criminalità debba passare necessariamente dai
giovani calabresi. Alcune Regioni come la Toscana, la Puglia, l’Emilia Romagna
si sono opposte da subito ai dettami di questa norma, annunciando un ricorso
alla corte Costituzionale in favore di un maggiore riconoscimento delle
specificità territoriali.
A maggior ragione, riguardo il
Presidente Occhiuto, in forza dell’appartenenza politica che lo lega al Governo
nazionale e degli ottimi uffici che vanta con i Ministeri romani, come da lui
più volte “esibito” e dimostrato con fatti concreti, mi domando perché su
questo tema così determinante sul futuro della nostra Regione non abbia
dimostrato il coraggio e la giusta attenzione.
Eppure, solo poche settimane
fa, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, accolto in pompa magna con
tutti gli onori nella nostra Cittadella Regionale, presentava l’ambizioso
progetto “Agenda del Sud” (che oggi appare più come un agendina tascabile…),
per risolvere definitivamente il problema della dispersione scolastica. Tra gli
interventi annunciati, il potenziamento dell’organico, il miglioramento della
didattica, la personalizzazione dell’insegnamento rispetto agli studenti, il
miglioramento dei servizi. Parole cadute nel vuoto, poiché in realtà i fatti
dimostrano ben altro. La prevista riduzione delle circa 80 autonomie con la graduale
e inevitabile soppressione di numerosi “Punti di Erogazione del Servizio” (PES)
determinerà in Calabria nei prossimi anni un ulteriore impoverimento per i
territori. E’ solo l’inizio di un inesorabile smantellamento del sistema
scolastico calabrese con ricadute sui servizi di refezione scolastica e di
trasporto per gli studenti, in particolare per i soggetti con disabilità.
Ma quando tutto sembrava
deciso, ecco arrivare il colpo di scena da parte del Senatore di Fratelli
d’Italia Ernesto Rapani, che annunciava trionfalmente sui social di aver
trovato insieme ai colleghi in Commissione la soluzione agli accorpamenti
previsti dal Piano di dimensionamento calabrese. Finalmente una speranza…
finché la Giunta Regionale smorzava gli entusiasmi affermando in una nota
repentina che le soluzioni annunciate da Rapani non erano attuabili. Un triste
balletto che ci restituisce ancora una volta un’immagine non edificante
dell’attuale Governo nazionale.
Siamo di fronte ad un
passaggio drammatico sul futuro e sulla qualità della scuola calabrese e di
tanti giovani studenti. In questa girandola di notizie, rimane l’amarezza nel constatare
come ancora una volta quei territori più fragili che necessiterebbero di
interventi straordinari vengano invece tristemente abbandonati al loro destino.