La Calabria si è stretta intorno allo scalo gioiese.
La
Calabria ha risposto oltre ogni aspettativa e si è stretta intorno al suo porto.
Stamattina, di fronte il gate dello scalo portuale di Gioia Tauro, hanno voluto
essere presenti centinaia e centinaia di manifestanti per dire che “Il porto di
Gioia Tauro non si ferma”. È quanto si legge in un comunicato dell'Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio.
«Dopo
aver doverosamente sensibilizzato Governo nazionale e Commissione Europea,
anche suggerendo soluzioni condivise con altri porti europei coinvolti, -
spiega il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno
meridionale e Ionio Andrea Agostinelli - abbiamo inteso promuovere una
manifestazione spontanea davanti al nostro “gate portuale”, che ha visto
un’altissima e autorevole partecipazione, con il coinvolgimento dei livelli
apicali della politica calabrese, delle istituzioni locali, parlamentari, delle
forze produttive e di tutte le organizzazioni sindacali, durante la quale
l’intera Regione si è stretta intorno al proprio porto ed ai suoi lavoratori,
confidando che una azione politica trasversale ed unita possa riflettersi, a
livello di Unione europea, in un sollecito “riesame” della Direttiva ETS».
Tra
i presenti, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, numerosi
esponenti delle istituzioni regionali, parlamentari ed europarlamentari
calabresi, oltre 50 sindaci, tutte le sigle sindacali, le imprese portuali, tra
le quali l’azienda Tonno Callipo, con 52 dipendenti accompagnate dal presidente
Pippo Callipo.
Tra
le associazioni di categoria, ha partecipato Aldo Ferrara, presidente di
Unindustria Calabria, e quindi l’intera comunità portuale.
Tutti
insieme, in una coloratissima manifestazione di fronte al gate portuale, hanno
fatto cerchio intorno al porto di Gioia Tauro che offre lavoro a circa 4 mila
addetti tra diretto ed indotto, produce quasi il 50% del Pil privato calabrese
e rappresenta la più grande piattaforma logistica dell’Italia e dell’Europa
meridionale, uno dei più grandi hub portuali del Mediterraneo.
«La
Direttiva 2023/959 “Emission Trading Scheme”, cui deve essere riconosciuto il
merito di perseguire interessi nobili quali la tutela dell’ambiente, tuttavia
preoccupa, e non poco, l’assetto della logistica europea con il rischio di un
effetto distorsivo nel settore strategico dei trasporti marittimi. - continua
Agostinelli - Le stesse Istituzioni europee sono consapevoli del rischio di
delocalizzazione degli hub di transhipment europei, tanto da aver previsto una
norma specifica antievasione che, sebbene comprovi la fondatezza del rischio,
non risolve assolutamente il problema, poiché mantiene un favor ai porti
nord-africani in tema di rimborso delle emissioni prodotte».
A
fine manifestazione, l’intero cluster marittimo, attraverso anche le parole del
presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha voluto inviare un
chiaro messaggio alle Istituzioni europee, affinché si riesca a “riesaminare” la
Direttiva ETS in modo da non penalizzare il porto di Gioia Tauro, oggi in piena
espansione economica, e, di riflesso, da non affossare la Calabria ed il
Mezzogiorno e così indebolire il Paese intero.