«Episodio grave, la violenza non deve avere posto
nel nostro sistema scolastico»
“Inaccettabile la violenza nei confronti del maestro Nicola Cupelli,
docente dell'Istituto comprensivo statale di Cosenza che aggredito dai genitori
di un alunno, ha subito si numerose ferite fisiche ma, senza dubbio, profonde
cicatrici emotive; l’episodio è di una gravità senza precedenti e mette in
evidenza un problema profondo che affligge il nostro sistema scolastico. È
difficile trovare le parole per esprimere quanto sia vergognoso e inaccettabile
un gesto del genere che va oltre la violenza fisica rappresentando un attacco
all’istituzione stessa, un affronto ai valori di civiltà e di convivenza che
dovrebbero permeare la nostra società. L'aggressione subita dal docente
rappresenta una sconfitta per tutti coloro che credono nell'educazione come
strumento di crescita e sviluppo, perché i docenti sono i veri protagonisti del
processo educativo e sono coloro che dedicano la loro vita alla formazione
delle giovani menti ed al futuro della nostra società. Essi non solo forniscono
una formazione di qualità, ma spesso diventano anche punti di riferimento
educativi per gli studenti. Pertanto, non possiamo rimanere in silenzio davanti
a un evento così riprovevole e offensivo, che mette in discussione i principi
fondanti della nostra società gettando ombre sull'universo scolastico”.
Così la vice presidente della Giunta regionale con delega all’istruzione,
Giusi Princi, esprime la sua solidarietà al maestro Cupelli aggredito dai
genitori di un alunno dell’Istituto comprensivo statale di via Roma-Spirito
Santo di Cosenza.
“Quando un insegnante diventa vittima di violenza – prosegue Princi -, è
doveroso stigmatizzare l'accaduto e offrire solidarietà e vicinanza alla
vittima ed è fondamentale che le istituzioni tutte si uniscano e manifestino il
proprio sostegno perché la violenza non deve avere posto nel nostro sistema
scolastico, né nella nostra società. L'episodio di Cosenza evidenzia una crisi
generalizzata nel rapporto tra genitori e scuola, mettendo in luce una mancanza
di comunicazione e comprensione, con famiglie che purtroppo è sempre più
difficile raggiungere e coinvolgere nel processo educativo dei propri figli: è
necessario favorire il dialogo tra scuola, famiglia e studenti, perché solo
così potremo ottenere una società più coesa, aperta e giusta. L’aggressività
non solo è moralmente sbagliata, ma è deleteria per il processo educativo, per
questo si deve parlare a una sola voce, uniti per proteggere e sostenere coloro
che si dedicano all'educazione delle future generazioni e inviare un messaggio
chiaro dimostrando la propria condanna per tutti gli atti di violenza e
promuovendo una cultura del dialogo e del rispetto reciproco, solo così
possiamo educare le giovani generazioni a costruire una società più civile e
pacifica. Esprimo, quindi, la mia più sentita solidarietà e vicinanza alla
comunità scolastica tutta, rappresentata dal dirigente Massimo Ciglio, e
soprattutto al maestro Nicola Cupelli, auspicando una sua pronta guarigione e
che possa rimettersi da questa terribile esperienza tornando al più presto in
classe, con la stessa determinazione e con la stessa passione di sempre.
Dobbiamo lavorare insieme per far sì che ogni istituzione scolastica sia un
luogo di crescita e sicurezza, dove i docenti possano svolgere il loro ruolo
senza timori. È importante riaffermare il valore dell'istruzione come pilastro
della nostra società sostenendo coloro che si dedicano a questa nobile
missione”, rimarca infine la vicepresidente Princi.