«Il porto va salvato e serve coerenza in Europa e in Calabria».
«Più che ridicolo il balletto
di cambi di posizione e rivendicazioni partito all’interno dello schieramento
di centrosinistra dopo che i suoi rappresentanti in seno al Consiglio europeo,
hanno approvato la nuova normativa
avente ad oggetto l’Emission Transfer System (Ets) per il sistema marittimo.
Quel sistema utilizzato per compensare le emissioni inquinanti delle grandi
navi container con un rimborso per i mezzi che vadano a sostare per scali
tecnici o approderanno nei porti europei».
A sostenerlo - in una nota - è il commissario
provinciale dell’Udc Riccardo Occhipinti che annuncia l’adesione del proprio
partito alla manifestazione di protesta che si terrà il prossimo 16 ottobre
proprio a Gioia Tauro in difesa dello scalo calabrese.
«Senza un immediato
dietrofront del Consiglio europeo che ha votato a grande maggioranza il nuovo
provvedimento, compresi i rappresentanti di centrosinistra che dovrebbero
rappresentare gli interessi della Calabria, la direttiva entrerà in vigore dal
primo gennaio 2024 con il rischio altissimo che per evitare le multe salate per
le emissioni inquinanti, la stragrande maggioranza della compagnie di
navigazione, delocalizzino la propria attività in altri porti, fuori
dall’Unione europea. Praticamente la fine di ogni speranza di sviluppo del
porto di Gioia Tauro che, anzi, vedrebbe messa a rischio la sua stessa
sopravvivenza insieme al futuro di migliaia di lavoratori che operano nello
scalo. Non si può restare ancora fermi a subire – prosegue Occhipinti - e bene
stanno facendo le organizzazioni sindacali e tutti i soggetti interessati al
futuro del porto a lanciare il proprio grido di allarme ed avere organizzato un
flash mob per la giornata del prossimo 16 ottobre a Gioia Tauro, così come va
nella giusta direzione la mozione voluta dal presidente Mancuso e dal
governatore Occhiuto. Rimane invece incomprensibile la posizione di quegli esponenti
che in Europa votano in un modo e poi in Calabria assumono posizioni ambigue e
magari pensano di partecipare anche alla manifestazione di protesta. Occorre
coerenza e la forza, a tutti i livelli, di difendere la Calabria e, in questo
momento, impedire che il futuro del porto di Gioia Tauro venga definitivamente
compromesso».