"Necessario individuare eventuali responsabilità di gestione".
"Tutti al capezzale del Porto di Gioia Tauro per cercare, in qualche modo, di evitare che la direttiva europea possa penalizzare pesantemente la prosecuzione dell’attività. E’ fondamentale che si trovi una soluzione per evitare che la struttura possa chiudere e mandare a casa migliaia di lavoratori". Lo dichiara, in una nota, il commissario regionale della Lega in Calabria, Giacomo Francesco Saccomanno.
"Qualsiasi azione, richiesta, condotta è accettata e plausibile - prosegue -, purché si trovi una soluzione entro il 31.12.2023. Dal primo gennaio 2024, infatti, in mancanza di interventi risolutivi, ci saranno costi insostenibili per gli armatori e, quindi, il traffico di transhipment sarà, sicuramente, dirottato verso porti che non avranno tali problemi. Port Said e Tangeri sorrideranno e Gioia Tauro e l’intera Italia piangeranno".
"Quindi - aggiunge - è importantissimo che ognuno faccia il possibile per raggiungere una soluzione sostenibile. Ma, questo non è, sicuramente, sufficiente. Il problema dei costi, però, era già noto prima della emissione della direttiva europea e, comunque e certamente, sin dal 10.05.2023 (data di pubblicazione della direttiva 2023/959)".
"Come mai il problema è stato sollevato solamente nella seconda settimana di settembre e qualche giorno prima della presentazione dei possibili emendamenti? Cosa è stato fatto da maggio sino a settembre? Si sarebbe potuto intervenire prima? Certamente si. Tanto è vero che non si ha conoscenza, visti i tempi strettissimi, della presentazione di qualche possibileemendamento o