Necessario
dare dignità a migliaia di lavoratori e lavoratrici calabresi
Sono migliaia le
lavoratrici e i lavoratori sfruttati e sottopagati nella nostra
regione, una piaga sociale che coinvolge soprattutto i giovani e le donne. Con
la proposta nazionale sul Salario Minimo, proposta unitaria di una larga parte
delle opposizioni progressiste, si intende dare dignità a queste persone,
garantendo stipendi congrui, proporzionati alla quantità e qualità del lavoro
per assicurare loro una esistenza libera.
Necessaria una presa di posizione ferma e determinata da
parte di tutte le forze politiche, anche alle nostre latitudini, per affrontare
questa problematica ed è in questa direzione che si inserisce la mozione che
abbiamo presentato con la quale si impegna il presidente della Giunta
regionale, Roberto Occhiuto, a sostenere in conferenza Stato-regioni e in tutte
le sedi opportune, di concerto con le organizzazioni sindacali e le parti
sociali, tutti gli atti e le misure che contribuiscano all'avanzamento
dell'iter della proposta di legge n° 1275, per un salario minimo orario per i
lavoratori, sia pubblici che privati.
La mozione si pone quale orizzonte
d'intervento quello di valorizzare maggiormente la centralità della
contrattazione collettiva nazionale e di stabilire un salario minimo legale in
linea con gli standard europei. Si deve tenere in considerazione il fatto che
ben 22 Paesi membri su 27 lo hanno approvato e in queste realtà si è assistito
ad un considerevole aumento degli stipendi di chi veniva pagato di meno.
Anche in Calabria sono troppi i
lavoratori in condizioni di povertà lavorativa: a loro si deve assicurare una
retribuzione dignitosa e congrua al fine di realizzare un mercato del lavoro
inclusivo, in cui si possano ridurre le disparità compreso l'odioso divario
salariale tra i generi – chiosa la nota a firma del
consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio
Regionale, Davide Tavernise, e del consigliere regionale Antonio Lo Schiavo,
gruppo Misto.