Il consigliere regionale: «basta poco per salvare i nostri figli».
«Qualche settimana fa, parlando
con alcuni pediatri, sono venuto a conoscenza di alcuni dati veramente
impressionanti, che mi hanno molto turbato. Ogni anno in Italia 80.000 bambini
rischiano di perdere la vita per soffocamento a causa dell’occlusione delle vie
respiratorie. Più di mille di questi devono ricorrere alle cure ospedaliere dei
Pronto Soccorso, ma purtroppo circa 50 ogni anno perdono la vita. La maggior
parte di questi episodi è causata dall’ingestione di pezzi di cibo troppo
grossi, ma possono avvenire anche casi di ingestione di giocattoli o oggetti
comuni presenti all’interno delle nostre case. Si tratta di numeri certamente
allarmanti, ma la buona notizia è che le manovre per la disostruzione delle vie
aeree, sia per i lattanti che per i bambini più grandi, possono essere
insegnate a tutti in maniera abbastanza semplice attraverso alcuni corsi specifici
di primo soccorso della durata di pochi minuti». Ad affermarlo, in una nota, il consigliere regionale Ernesto Alecci.
«Per questo motivo - prosegue -, ho
presentato in Consiglio Regionale una proposta di legge che prevede di
istituire in maniera obbligatoria e gratuita in tutte le scuole dell’infanzia e
nelle scuole primarie questi corsi di formazione per gli insegnanti, per il
personale ATA e per il personale presente nelle mense scolastiche. Tali corsi,
tenuti da operatori sanitari debitamente formati, potrebbero anche essere
estesi ai genitori che intendono partecipare, in modo da diffondere il più
possibile la conoscenza di queste buone pratiche di primo soccorso, fondamentali
per salvare una vita in caso di emergenza. Credo che uno dei doveri principali
della politica sia certamente quello di fare tutto il possibile per salvaguardare
la salute e il benessere dei cittadini. Ciò è ancora più importante quando si
tratta della salute dei nostri figli, soprattutto quelli più piccoli. Questa
legge, una volta approvata dal nostro Consiglio regionale, non solo
aumenterebbe la sicurezza all’interno dei nostri istituti e delle nostre
famiglie sin dal prossimo anno scolastico - conclude Alecci -, ma rappresenterebbe certamente anche
un ottimo esempio da seguire per le altre regioni del nostro Paese».