Il consigliere regionale un anno fa aveva presentato una proposta di legge in merito
Un anno, tanto è il tempo trascorso ad
oggi dalla presentazione di una proposta di legge a mia firma per garantire
l’accessibilità dei disabili alle spiagge demaniali destinate alla balneazione.
Di quella proposta di legge però c’è solo l’assegnazione alle commissioni
competenti. Viene da chiedersi quanto tempo ancora chi è in difficoltà nella
nostra regione dovrà aspettare per vedersi riconosciuta una battaglia di civiltà?
Eppure la legge regionale n. 4/2003
prevede la possibilità per i comuni costieri di richiedere il finanziamento per
la realizzazione di strutture mobili o fisse, e della relativa segnaletica di
riferimento, per agevolare l’accesso al mare, sulle spiagge libere, di persone
con problemi motori. Da molti anni però questa disposizione non viene
finanziata. Successivamente poi, l’approvazione della legge regionale n.17/2005
disciplinante l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo destinato a fini turistico-ricreativi, prevedente, all’articolo 15
comma 2, che i concessionari garantiscano l’accesso al mare da parte
dei disabili, predisponendo appositi percorsi da posizionare sulle spiagge, sia
normalmente che parallelamente alla battigia. Allo stesso modo, per le
spiagge libere la stessa legge regionale n. 17/2005 prevedrebbe che la Regione
tramite il piano di indirizzo regionale (PIR), obblighi i comuni al medesimo
adempimento.
Si tratta di leggi regionali però che
risultano disattese e insufficienti. Garantire l’effettivo godimento
delle zone balneari, da parte dei disabili, significa per esempio
predisporre sedie per l’accesso alla spiaggia e al mare, parcheggi
dedicati e servizi igienici adeguati. Serve garantire un’offerta di servizi
completa, che vada oltre le dotazioni minime, e cerchi di soddisfare ogni
necessità dei disabili.
In questo senso va la proposta di legge
depositata un anno fa che la Regione tarda a portare avanti sintomo questo di
una scarsa sensibilità e attenzione del legislatore regionale alle istanze dei
disabili.
Garantire il diritto alla piena fruizione
delle spiagge e del mare da parte di tutti significa promuovere l’uguaglianza
sostanziale. E’ una questione di civiltà sociale che evidentemente la Regione
ha deciso di non portare avanti.