Ha preso parte al seminario “La solitudine dei
numeri ultimi” promosso da Auser, Spi, Cgil ed Università Mediterranea
Il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo
Versace, ha preso parte al seminario “La solitudine dei numeri ultimi”, in cui
sono stati proposti i risultati della ricerca “Inclusive Ageing in place”,
presentata della Cgil pensionati, sugli effetti sociali della pandemia nella
popolazione anziana. La ricerca è stata svolta dai docenti del Politecnico di
Milano, del Centro di ricerca per l’invecchiamento di Ancona e dall’Università
“Mediterranea” di Reggio Calabria, con il supporto dell’Auser-Associazione per
l’invecchiamento attivo.
«Ai dati emersi da questo studio – ha affermato Versace – si uniscono quelli
forniti, solo pochi mesi fa, dall’Istat e che ci indicano l’anno 2035 quale
spartiacque demografico con ben 350 mila mamme in meno in Italia. Il nostro è,
dunque, un Paese che invecchia velocemente e le persone di una certa età si
affermano, sempre più, come un vero e proprio ammortizzatore sociale essenziale
per la nostra società. Un ruolo che ben riconosciamo nella storia dei nostri
padri e dei nostri nonni, i cui sacrifici hanno permesso ai giovani di studiare
ed affermarsi. Noi, invece, non sappiamo se avremo le stesse possibilità da
offrire ai nostri figli». Una riflessione che ha spinto il sindaco facente
funzioni a sottolineare «l’impegno delle istituzioni rivolto a sostenere
servizi che, per la popolazione più adulta, guardano al medio e lungo termine,
prescindendo dall’assistenza quotidiana».
L’attenzione non può che andare ad un comparto chiave come quello della sanità:
«Su questo aspetto siamo incredibilmente indietro. Se vogliamo migliorare quei
servizi bisogna cambiare il modo di pensare, investendo sforzi e risorse su
strumenti innovativi come gli “Hotel della salute”, spazi privati o pubblici
capaci di sopperire i costi elevati delle classiche cliniche private». «Il
contesto difficile in cui ci troviamo a vivere – ha aggiunto –ci impone di
cambiare rotta rispetto alle politiche degli ultimi 25/30 anni che ci hanno
consegnato una mole infinita di criticità. Quindi, è opportuno modificare il
nostro orizzonte».
«In questo contesto – ha concluso Versace rivolgendosi agli organizzatori – il
vostro studio e la vostra attività diventa un supporto importante e le
riflessioni contenute nel report andrebbero diffuse capillarmente in un
territorio in cui non si avverte la giusta consapevolezza rispetto a questioni
delicate e che toccano direttamente la nostra stessa esistenza. Ringrazio,
quindi, l’impegno e la dedizione messi in campo da Auser, Spi, Cgil ed
Università perché continuano a svolgere un ruolo di coordinamento essenziale
con gli Enti locali. Un pensiero, infine, lo rivolgo a quanti fanno parte delle
vecchie generazioni che continuano, ancora oggi, a sostenerci nella speranza
che, fra noi giovani, possa ancora esserci qualcuno così lungimirante da far
proprie tematiche tanto delicate che, spesso, hanno difficoltà ad attecchire
alle nostre latitudini».