«Si trattava di fondi europei stanziati per
verificare e tutelare lo stato di salute del bene più prezioso, l’acqua».
«Oggi il Consiglio Regionale ha approvato una
proposta di legge che apporta delle modifiche alla legge regionale di
istituzione dell'ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente
della Calabria) al fine di garantire un rafforzamento della strategia regionale
per lo sviluppo sostenibile. Negli intenti questa legge appare necessaria,
poiché ARPACAL fornisce, o meglio, dovrebbe fornire supporto a 360 gradi alla
Regione Calabria nella tutela e la salvaguardia della biodiversità e la
gestione dello sviluppo sostenibile. Ma la realtà dei fatti è ben diversa.
Oltre un anno fa, infatti, avevo già segnalato con forza il pericolo che il
management di Arpacal non sarebbe stato in grado di rendere operativo un
importantissimo progetto della durata di 2 anni riguardante lo studio dello
stato di salute di tutte le acque della regione. Il progetto, con oltre 2
milioni di euro di fondi europei già stanziati avrebbe previsto un approfondito
monitoraggio e l’analisi di mari, fiumi, laghi e sorgenti di tutto il
territorio regionale. Ad oggi, possiamo affermare che questo progetto non si
concretizzerà, con una doppia beffa per i cittadini calabresi. Da un lato
l’ennesima prova di incapacità nello spendere fondi europei già stanziati.
Dall’altro, l’aver perso definitivamente la possibilità di analizzare e
tutelare lo stato di salute di uno dei nostri beni più preziosi: l’acqua. Tra
l’altro, questo progetto avrebbe avuto l’importantissimo obiettivo di smentire
i dati catastrofici riportati dall’ultimo monitoraggio effettuato da un’agenzia
esterna nel 2019, dati considerati non assolutamente verosimili da parte degli esperti
della Regione e del Ministero. Nel caso si fosse stati capaci di portare a
termine il progetto, inoltre, per la prima volta la Regione sarebbe stata in
possesso di dati interni sullo stato di salute dei bacini idrici, fondamentali
per la programmazione di numerosi settori negli anni successivi». Ad affermarlo, in una nota, il consigliere regionale Ernesto Alecci.
«Per tenere alta l’attenzione su questo argomento - prosegue -, in
maniera costruttiva secondo il mio mandato di Consigliere regionale, avevo
anche presentato ben tre interrogazioni, a cui non sono seguite risposte da
parte della Giunta, se non in un caso, con una risposta che rinviava a nuova
data per l’esecuzione del progetto, a causa di un ritardo nella
contrattualizzazione di 8 super-esperti da affiancare all’Agenzia. Ebbene, dopo
alcuni mesi dalla pubblicazione, l’avviso per l’individuazione di questo super
team è stato ritirato, certificando un fallimento su tutta la linea. Tra
l’altro, mi fa specie, che oggi, mentre si discutevano elementi così importanti
sul tema dell’ambiente, il neo Assessore all’Ambiente Minenna non fosse
presente in aula».
«All’inizio di questa legislatura - aggiunge Alecci -, il Presidente
Occhiuto aveva dichiarato di voler lavorare a pieno regime per la tutela e la
salvaguardia dell’ambiente, con l’utilizzo di droni, elicotteri e tutti gli
strumenti utili, non facendo sconti a nessuno e ingaggiando una dura battaglia
contro i furbetti della depurazione. Eppure, il dato di fatto odierno è che la
Regione Calabria attraverso i vertici di Arpacal non è riuscita a portare a
termine un progetto importantissimo per il futuro dei nostri territori, già
finanziato con 2 milioni di euro. Tutto ciò è davvero molto sconfortante!».