L’incontro pubblico si è svolto nella sede del Consorzio Alto jonio reggino
«Mi farò portavoce delle
istanze e delle sollecitazioni ricevute in questa giornata nella Locride e, a
breve, conto di dare risposte concrete al territorio. L’obiettivo è quello di
portare avanti l’agricoltura, spalla a spalla con produttori, allevatori e Consorzi
di Bonifica. Qui nascono i prodotti per cui la dieta mediterranea è patrimonio
dell’Unesco, prodotti preziosi per la nostra salute, che dobbiamo difendere e
valorizzare» ha detto il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, in
visita nella Locride.
Con un incontro pubblico,
sabato scorso, nelle sale del Consorzio di Bonifica Alto jonio reggino, a
Roccella Jonica, il sottosegretario D’Eramo ha concluso i due giorni in
Calabria. Dopo le tappe di Locri, all’Istituto alberghiero “Dea Persefone” e
all’Op Fruit, per gustare i prodotti del territorio e visitare le aziende,
D’Eramo è stato al Consorzio di Bonifica, dove sono intervenuti il presidente
del Consorzio Pasquale Brizzi, il presidente del Gal Terre Locridee Francesco
Macrì, il vicepresidente Copagri Calabria Francesco Barretta e la coordinatrice
Copagri giovani Calabria Roberta Canino.
«Ringraziandolo di essere
qui, portiamo all’attenzione del sottosegretario D’Eramo la problematica
relativa alla siccità e, quindi, la necessità di aprire quanto prima la Diga
sul Lordo, a Siderno, e la grave crisi che ha investito il settore della
forestazione, con circa 4000 possibili licenziamenti nel mese di maggio,
chiedendogli di farsi portatore al Ministero di queste delicate questioni» ha
detto nel suo intervento il presidente Brizzi.
«Abbiamo redatto un
dossier completo sulla situazione del comparto nella Locride e lo affidiamo al
sottosegretario D’Eramo, grati della sua attenzione e della sua presenza,
fiduciosi che avremo le risposte adeguate. L’agricoltura nella Locride è un
settore che già esprime eccellenze e ha enormi potenzialità, ma il nostro è un
territorio che va sostenuto con giuste misure e progetti concreti» ha detto il
presidente Macrì.
Hanno illustrato lati
positivi e negativi del lavoro nel settore agricolo in Calabria, il
vicepresidente Copagri Calabria Francesco Barretta e la coordinatrice Copagri
giovani Calabria Roberta Canino. Barretta ha sottolineato come essere
allevatori oggi sia un atto di eroismo e ha evidenziato il bisogno di puntare
su una zootecnia sostenibile, pensando al benessere animale oltre a quello
dell’uomo, e su progetti di microfiliera, con impegni di spesa sostenibili, adatti
al nostro territorio. Roberta Canino, parlando dei giovani, ha detto che lo
spopolamento della Calabria, ormai endemico, dovrebbe avere un’inversione di
tendenza, con il ritorno alla terra e l’innovazione del settore che va
modernizzato, aperto alle nuove tecnologie, pensando a un’agricoltura 4.0.
Presente anche la
senatrice Tilde Minasi che ha ribadito l’impegno per il comparto e il
territorio: «Ci sono realtà produttive d’eccellenza che devono però essere
messe in condizione di generare il potenziale che rappresentano. Bisogna
investire sull’agricoltura perché l’agricoltura è il futuro, dobbiamo lavorare
in questa direzione per la crescita del territorio».
Sono intervenuti anche il
presidente del Consorzio “Terre di Reggio Calabria” Vincenzo Vozzo, il sindaco
di Caulonia Franco Cagliuso, il coordinatore regionale della Lega Gianfranco
Saccomanno.
«Sia per le opere
necessarie a combattere la scarsità di acqua, sia per la forestazione e il
rischio di licenziamenti mi impegno a coinvolgere i ministri competenti per
poter dare quanto prima delle risposte. L’acqua è un tema fondamentale, senza
acqua non esiste agricoltura, e ci sono interi territori che soffrono la
siccità. Questa nazione è carente sulle infrastrutture, ci sono opere non
finite e opere finite e mai entrate in funzione, invece dobbiamo essere rapidi
sulle opere pubbliche. In questa direzione il “decreto siccità” ha l’obiettivo
di sveltire l’iter burocratico per la realizzazione di sistemi irrigui e
invasi. La siccità protratta danneggerebbe irrimediabilmente tante
coltivazioni. Il governo, inoltre, ha già previsto una serie di investimenti
importanti, tesi alla modernizzazione e digitalizzazione delle aree interne,
dove spesso si realizzano produzioni uniche ma che rischiano di scomparire.
Bisogna rafforzare l’intero territorio per sostenere con efficacia il comparto
agricolo».